Il Comune ha «sposato» le prime sette coppie gay

Nonostante la diffida di Alfano che aveva già allertato i prefetti il sindaco trascrive all'anagrafe i matrimoni celebrati all'estero

Era nell'aria da giorni. Ieri il sindaco ribelle ieri ha firmato personalmente sette trascrizioni di matrimoni same sex contratte all'estero. Una decisione, inutile dirlo, che ha diviso in due la città e il dibattito politico: Ncd, che ha presentato una mozione di diffida al sindaco, FdI e Lega sul fronte del no, Forza Italia con Giovanni Toti, che apre al gesto del sindaco. «Oggi ( ieri per chi legge ) ho firmato personalmente, in qualità di ufficiale di Stato Civile, la trascrizione di sette matrimoni tra persone dello stesso sesso che si sono celebrati all'estero. Si tratta di un atto nel pieno rispetto della Legge che prevede questo obbligo quando si tratta di matrimoni celebrati legittimamente secondo le norme dei Paese in cui si sono svolti».

Un atto però che ha il sapore dell sfida: con la sua firma Pisapia ha contravvenuto alla circolare emanata martedì dal ministro dell'Interno Alfano a tutti i prefetti: «La trascrizione delle unioni omosessuali nei registri dello stato civile rientrano nella competenza esclusiva del legislatore nazionale». Il prefetto Francesco Paolo Tronca preferisce non commentare e non anticipa le sue prossime mosse. L'ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli liquida la vicenda come «una manifestazione politica fine a se stessa, niente di più». «È una forzatura quella del primo cittadino di Milano, almeno secondo Alfano! Tutta questa confusione sta nascendo perché la politica per troppo tempo si è girata dall'altra parte: occorre riformare il diritto di famiglia che risale agli anni '70 e che non sta più al passo con i tempi». A parlare così Giovanni Toti consigliere politico di Silvio Berlusconi ed europarlamentare di Forza Italia in un'intervista a Radio 105 . «Credo sia corretto iniziare un percorso per interrogarci su come è cambiata la famiglia - prosegue Toti -,allargare i diritti civili a tutte le società, poi possiamo discutere di che tipo di diritti».

Non ha perso tempo il vicepresidente del consiglio comunale Riccardo de Corato (FdI) che ha «avvisato il capo di gabinetto che domani (oggi per chi legge) procederò con la mia lettera di segnalazione sugli atti di trascrizione dei matrimoni omosessuali contratti all'estero dal sindaco, atto che non poteva essere fatto per legge. Invito il prefetto Tronca a fare come il collega di Bologna con il sindaco impedendo a Pisapia di fare una cosa che non si può fare». «È un ulteriore passo avanti di Milano come “Città dei Diritti” - esulta Pisapia - dopo il registro delle unioni civili, l'estensione alle coppie di fatto delle misure per il sostegno al reddito, il testamento biologico, lo sportello per la consulenza per la fecondazione eterologa e tante altre iniziative sui diritti sociali e civili che abbiamo promosso in questi anni. Spero che quanto stanno facendo in questi giorni molti sindaci serva anche a sollecitare il Parlamento a varare una legge nazionale che possa superare ogni forma di discriminazione».

Piuttosto freddo il commento di Rete Lenford, l'associazione che si batte per i diritti Lgbt: «Il sindaco ha fatto semplicemente quello che doveva fare. Sono sei mesi che lo chiediamo, francamente è un atto dovuto - commenta Giacomo Cardaci -. Alla fine è arrivata anche Milano». Esulta Andrea, uno delle coppie in attesa da mesi: «Ringrazio il sindaco che ha dimostrato coraggio».

Commenti
Ritratto di giangol

giangol

Ven, 10/10/2014 - 11:32

che porcheriaaaaaaaaaaaaaaa

Giorgio5819

Ven, 10/10/2014 - 12:41

Questo triste figuro si permette di infischiarsene delle direttive del ministro dell'interno, come mai? Ha qualche santo in paradiso? Tipico esempio di rosso che se ne fotte della legalità.

Dante Cruciani

Ven, 10/10/2014 - 17:23

Povera Milano