«Il Comune inerte, sopperisce Tronca»

«La città è abbandonata. L'iniziativa della Prefettura è encomiabile ma segnala anche l'inerzia del Comune». Il coordinatore comunale di Forza Italia Giulio Gallera, di ritorno da corso Monforte, ha in mano una mappa appena consegnata nel corso di un incontro dedicato alle emergenze dei quartieri, segnalate da cittadini e comitati delle varie zone. Una mappa che disegna anche i problemi con cui si scontrano le famiglie milanesi. E che preoccupa: «C'è una grande percezione di insicurezza nel territorio - dice, e non è un modo di dire - le occupazioni sono un grande problema e dobbiamo pensare a come una famiglia può vivere il fatto che l'appartamento accanto venga preso d'assalto, porte o finestre spaccate. C'è gente che vive realmente nel terrore. E ci sono professionisti delle occupazioni abusive».

Ma non è solo l'abusivismo: «Molti ci segnalano lo stato dei parchi cittadini, che insieme ad aree periferiche diventano delle vere terre di nessuno, dove non è avvertita alcuna presenza». L'opposizione da tempo contesta all'amministrazione comunale un'attenzione rivolta unicamente al centro - con risultati tutti da dimostrare peraltro. Ecco dunque i rimedi, le richieste: «Una maggior presenza - spiega Gallera, che è anche consigliere comunale - abbiamo chiesto una maggiore e più capillare presenza in città. Ed è chiaro che il prefetto - che mi risulta stia incontrando esponenti di partiti e comitati - anche per la sua sensibilità ai problemi del territorio oggi sta esercitando con grande lungimiranza un ruolo di supplenza rispetto al Comune di Milano che invece è inerte. Basti pensare a quel che accade negli alloggi occupati abusivamente. Gli sgomberi non si fanno e non si fanno perché non ci sono gli assistenti sociali del Comune, che evidentemente non vuole impegnarsi su questo». «Noi ci siamo - conclude Gallera - abbiamo 38 consiglieri di zona, siamo contenti che si dia ascolto ai problemi dei quartieri e che il nostro partito sia considerato un interlocutore, al pari delle parti istituzionali. E consideriamo questo ascolto anche un riconoscimento del lavoro che abbiamo fatto in questi anni».