Il Comune lascia a piedi i nonni Raddoppiano i prezzi dell'Atm

Il bilancio fa acqua e così stangata per tutti ma soprattutto per gli anziani: se hanno un reddito sopra i 20mila euro pagheranno l'annuale 130 euro in più

Habemus stangata Atm. Ci è voluta un'altra mattinata di passione, un braccio di ferro tra l'assessore alla Mobilità Piefrancesco Maran e il resto della giunta per ridurre l'aumento dell'abbonamento mensile che sembrava destinato a saltare dagli attuali 30 euro a 38 euro e si fermerà invece a quota 35. Ma per far quadrare i conti la stangata più pesante passa agli anziani. Ora il piano è fatto e votato, da settembre cambiano le tariffe Atm. Fare il mensile costerà 5 euro in più, l'annuale passa da 300 a 330 euro, il settimanale 2x6 da 8,4 a 10 euro. Per gli under 26, senza distinzione tra studenti o lavoratori, il prezzo del mensile passa da 17 a 22 euro e l'annuale da 170 a 200, trenta euro in più. Per gli anziani sono dolori. Confermata la gratuità dei mezzi per gli over 65 con reddito fino a 16mila euro. Donne over 60 e uomini over 65 oggi pagano tutti 16 euro il mensile e 170 l'annuale a prescindere dal reddito. Da settembre invece chi ha reddito Isee da 16mila a 20mila euro spenderà 22 euro per il mensile e 200 per l'annuale, oltre i 20mila euro - una fascia con tanti anziani certamente non ricchi - si passa a 30 euro al mese (praticamente il doppio) e 300 euro all'anno (130 euro in più). Congelati per ora («si deciderà in fase di Bilancio» ha precisato il sindaco Giuliano Pisapia) gli annuali gratuiti per disoccupati, precari, cassaintegrati. E la giunta ha scritto nero su bianco che «se Stato e Regione confermeranno i tagli dei contributi al trasporto, nel 2014 il biglietto passerà da 1,5 a 1,7 euro». È un dagli addosso al governo e al Pirellone, anche se per gestire il servizio Atm il Comune ha già aumentato nel 2011 il ticket da un euro a 1,5 e ha introdotto nel 2012 Area C che porterà in cassa, solo quest'anno, 23 milioni di euro. L'assessore Maran mostra i confronti con le altre città che fanno di Milano «un esempio virtuoso» per offerta di servizio e tariffe, e affonda sulla M5 che ha costi di ammortamento spalmati su 30 anni, solo nel 2014 peserà sul Bilancio 48,9 milioni (saliranno a 74,3 nel 2015) ma «le altre istituzioni non ci aiutano come dovrebbero». Ma già con questa manovra sulle tariffe il Comune recupererà 35-40 milioni in più all'anno. Senza contare il potenziale aumento del biglietto singolo. «La giunta ecologista - attacca Riccardo De Corato (Fdi) - continua a punire gli utenti dei mezzi».
Il sindaco torna a chiedere la revisione del Patto di stabilità e minori tagli da Roma e qualche novità potrebbe emergere dal tavolo governo-Anci fissato per mercoledì. Intanto proprio ieri Pisapia ha ricevuto il parere dei revisori dei conti che davanti ad un buco ancora di 64 milioni prendono atto del «rilevante incremento della spesa corrente», ribadiscono «forte perplessità» sull'ipotesi di variare l'Imu prima casa, «forte preoccupazione» sui tempi per recuperare l'equilibrio con gli aumenti previsti di tasse e tariffe. Suggeriscono di «procedere celermente» all'approvazione del Bilancio limitandosi alle spese obbligatorie. «Non raccoglieremo l'invito - assicura Pisapia - ad azzerare le esenzioni Irpef, e abbiamo votato progetti di sostegno ai bisognosi, anche se non sono obbligatori». Sospesi invece per ora investimenti sulle opere: dal restauro del teatro Lirico a quello di Villa Litta.