Il Comune manda le ruspe a demolire la villa dei rom

Ordinato l’abbattimento di una casa abusiva al parco Sud, dove di notte sono stati costruiti 21 «cottage» con piscina

A fine agosto il Comune lo aveva promesso: «In autunno arriveranno le ruspe». Per gli inquilini della romville a cinque stelle nata una notte dopo l’altra al Parco Sud, era suonata come una minaccia. Detto fatto, ieri la giunta milanese ha dato il via libera alla demolizione di una villetta abusiva costruita in via Cusago oltre il numero 275, una delle ventuno case «fantasma» che i rom hanno fatto spuntare tra il 2002 e il 2005 tra Muggiano e Baggio. Non baracche e roulottes, ma vere e proprie villette a schiera con tanto di piscina in giardino e Jacuzzi in bagno. Quella che verrà buttata giù per prima è un fabbricato di due piani, che occupa una superficie di ben 139 metri quadrati. Il proprietario è stato arrestato lo scorso gennaio perché aveva continuato i lavori nonostante la magistratura avesse ordinato lo stop dei cantieri. Il Comune recentemente ha acquisito l’immobile e ora finalmente può scattare la demolizione. Provvedimento che serve a lanciare un segnale alle altre famiglie rom, quasi tutte di origine slava, che ignorano i sequestri ordinati dalla magistratura.
«È la prima volta - sottolinea l’assessore all’Urbanistica Gianni Verga - che Palazzo Marino interviene in modo risoluto e univoco per dissuadere qualunque iniziativa di abusivismo». E il vicesindaco Riccardo De Corato spiega che «come avevamo annunciato, stiamo procedendo all’abbattimento di una delle villette abusive sequestrate nei mesi scorsi. Il contrasto al fenomeno dell’abusivismo edilizio si combatte attraverso interventi continui sul territorio e soluzioni efficaci, come la demolizione delle costruzioni». De Corato ammette che «si tratta di procedure a volte complesse», ma assicura che l’amministrazione «non intende abbassare la guardia, e continuerà a difendere le aree colpite dal fenomeno, come il parco Sud».
L’abuso edilizio aveva scatenato a fine agosto le polemiche del Comune contro Palazzo Isimbardi - l’ente che gestisce il Parco Sud -, colpevole di non aver fatto intervenire la polizia provinciale, permettendo così che la romville crescesse nella più totale indifferenza. Le villette fuorilegge, infatti, sono state costruite di notte e in aree nascoste dagli alberi, quindi le forze dell’ordine si sono accorte delle costruzioni, spuntate come funghi in mezzo al verde, quando erano già in una fase avanzata. A quel punto è partito, almeno per tre case, l’iter che porta in ultima fase all’abbattimento: la procedura prevede infatti che i proprietari ricevano la diffida a demolire le costruzioni entro novanta giorni, se non provvedono il Comune acquisisce gratuitamente l’area e, «intascata» l’ordinanza del prefetto, che è indispensabile, può procedere con la demolizione. Circa quattro anni fa i nomadi avevano cominciato ad acquistare terreni sulle aree agricole a sud, creando un quartiere con allacciamento elettrico e acqua prelevata dai pozzi abusivamente. Nonostante le costruzioni siano poste sotto sequestro, i rom possono continuare a viverci perché furbescamente hanno fatto ricorso al tar, «allungando i tempi». Ma per tre villette il tempo è finito, per le altre è partito il conto alla rovescia.