Il Comune mette una pietra sul pavé

Ci sono tanti buoni motivi per togliere il pavè dalle vie di Milano ma ce ne sono anche tanti, ugualmente validi, per lasciarlo lì dov'è. Se da una parte le antiche pietre costituiscono un vero e proprio pericolo costante per chi viaggia in moto o in bici ma anche per gli automobilisti quando piove, dall'altra va detto che il «pavè», soprattutto in centro, fa parte della storia ed è una delle caratteristiche urbanistiche della città quindi rimuoverlo è quasi una bestemmia. Così sul piano di sostituzione dei masselli avviato dal Comune che prevede l'eliminzaione dei lastroni di pietra da alcune storiche qualche polemica c'è. Da Piazzale Baracca a via Saffi, da via Fatebenefratelli nel tratto di via Cernaia e via San Marco a via Galvani i lavori di rifacimento del manto stradale sono cominciati e termineranno più o meno tutti alla fine di quest'estate. Via gli antichi, irregolari, scivolosi e sconnessi lastroni su cui sono passati cavalli e carrozze per lasciar spazio ad un asfalto probabilmente di color rosso più scorrevole e più sicuro. Nei piani del Comune c'è l'utilizzazione dei masselli in altre vie della città così come ha voluto la Soprintendenza per non mettersi di traverso. La scelta cadrà ovviamente su tratti di strada e vie meno trafficate e meno pericolose per la viabilità della città. In piazzale Baracca comunque i masselli rimossi non torneranno, al loro posto, finiti i lavori, ( la data prevista è il 7 di settembre) i milanesi troveranno un asfalto rosso che dovrebbe ricordare il pavè che c'era una volta e che dovrebbe creare meno problemi per quanto riguarda il rumore e la manutenzione. E la manutenzione è proprio uno dei punti contestati. Già perchè, chi difende i lastroni storici milanesi sostiene che i pericoli al traffico derivano solo dalla scarsa manutenzione che negli ultimi anni è stata la conseguenza dei tagli dovuti alle ristrettezze economiche in cui si è trovato il Comune. Così le squadre specializzate che si occupavano di insabbiare con arte i pietroni sono state sostitute da squadre sempre meno specializzate ma meno costose. Però il piano di sostituzione dei masselli di Palazzo Marino andrà avanti nonostante le proteste. Sarebbero quasi 790mila metri quadrati di strada in pietra ( 540mila in masselli) da controllare ed eventualmente eliminare nei prossimi interventi. Ci saranno una serie di incontri e di valutazioni con i tecnici dell'Atm, di A2a e di Metropolitana milanese per cercare di coordinare cantieri e lavori. Non verranno toccate la zona Duomo e via Manzoni e tra le urgenze c'è via Mac Mahon.