Il Comune passa alla forza: "sigilli" ai barconi

Dopo le sentenze del Consiglio di Stato i tre titolari dei locali non hanno sgomberato

Dopo tre ordinanze del Comune e altrettante sentenze del Consiglio di Stato, ieri sono arrivati anche i «sigilli» a impedire l'accesso sui tre barconi-locali del Naviglio Pavese a tutti gli effetti «abusivi». Un messaggio ultimativo di Palazzo Marino ai titolari del ristorante della Mole (che occupava due barconi), del Bench e del Cristal: sgomberare l'area. A più di un mese dall'ultima richiesta di sospensiva di un titolare, rigettata dal Tar, l'assessore al Demanio Roberto Tasca ha deciso di procedere con la forza. Ieri è intervenuta la ditta ingaggiata dal Comune per bloccare con sbarre metalliche lungo le paratie l'accesso ai barconi. L'intervento è stato presidiato dai vigili e dai sommozzatori. Non sono servite le proteste dei dipendenti che nel pieno della movida di agosto rischiano il posto (almeno un ristorante ha continuato a lavorare anche dopo l'ultima sentenza). Ieri pomeriggio titolari e dipendenti hanno iniziato a smontare divanetti, sedie e portare al sicuro materiale altrimenti deperibile. Le società hanno l'ordine di sgomberare l'area per rendere il canale navigabile, se non si adegueranno entro un tempo limite procederà il Comune e si farà rimborsare i costi sostenuti per la demolizione delle strutture.

«Sono felice di questo intervento - ha commentato il presidente della Commissione Attività produttive del Municipio 5, Simone Enea Riccò - che impedisce a chi occupa abusivamente uno spazio pubblico di fare cassa alle spalle del Comune, generando per giunta una concorrenza sleale verso i tanti onesti commercianti dell'area dei Navigli che operano rispettando le regole. In attesa del completo smantellamento e della liberazione dello spazio acqueo, questo intervento consente di ripristinare il regime di legalità in una situazione mai sanata». Il Comune ha appena votato il regolamento dell'area portuale della Darsena. Lungo i Navigli ipotizza aree ancora riservate alle chiatte ma di dimensioni molto più contenute rispetto ai barconi storici, e una volta individuati spazi e caratteristiche assegnerà la gestione con bandi pubblici.