Comune, pronti a far slittare il Bilancio

Una tentazione. Che per ora, assicurano altri assessori presenti alla riunione fiume sulle future tariffe comunali, è stata espressa solo da Franco D'Alfonso e subito frenata dal resto della giunta (era assente il sindaco). Ma D'Alfonso, quello che si definisce l'ideologo arancione, è anche uno degli assessori più vicini a Giuliano Pisapia, non è detto che la sua proposta resti isolata. «Perchè affrettarci a votare un Bilancio virtuale, che dipende da decisioni e fondi del governo che sono ancora più virtuali - ha considerato -? Abbiamo aspettato nove mesi, a questo punto non cambia nulla se ne passano altri due». Far slittare il via libera (almeno) fino al 30 novembre quando è fissata la nuova scadenza del governo agli enti locali per approvare i preventivi 2013. E subito, mettere il governo Letta con le spalle al muro, come ha fatto venerdì il sindaco di Torino Piero Fassino. Domani proprio a Palazzo Marino si riunirà l'Ufficio di presidenza Anci dove i sindaci, ha avvertito venerdì il presidente Fassino, «valuteranno il da farsi» se il governo non trasferirà «nelle prossime ore» la prima rata Imu ai Comuni, «senza la copertura non riusciamo a pagare gli stipendi». Il governo ha assicurato subito che i fondi arriveranno in settimana, ma domani i Comuni decideranno le mosse. E da Milano, considera D'Alfonso, «dovrebbe partire una richiesta forte: non possiamo aspettare metà ottobre o novembre per sapere con la Legge di stabilità quanti fondi arriveranno effettivamente ai Comuni. Serve subito un decreto che fissi le risorse disponibili per il 2013. La soluzione più veloce? Distribuiscano ai sindaci il miliardo di Imu prima casa e ognuno fisserà a livello locale le eventuali esenzioni». Ma insiste, «dovremmo già lavorare sui conti 2014, non possiamo restare in sospeso su discussioni “virtuali“ del Bilancio 2013 che dovremmo comunque modificare dopo la Legge di stabilità». Il resto della giunta vuole che l'aula voti i conti, proseguire altri 2 mesi in esercizio provvisorio bloccherebbe il piano opere per Expo da 200 milioni. Milano in Anci tornerà alla carica sull'intera copertura Imu. Per ora è sicura la cifra incassata nel 2012. La giunta Pisapia ha già votato per il 2013 aumenti «virtuali» per 95 milioni.