Comune in tilt sui lavori di Benedetto Marcello La protesta dei cittadini

L'assessore illustra l'intervento (già partito) ma ora è caos sulla sua natura e sui vincoli

Benedetti lavori in via Benedetto Marcello. I problemi per il Comune aumentano invece di diminuire. E ad oggi, nonostante l`assemblea in Zona 3, non si sa ancora quale sarà il finale di questa storia. Palazzo Marino ha deciso e avviato un intervento, ma i cittadini, almeno a giudicare dalla commissione aperta celebrata ieri in Municipio 3, sono contrari. Anzi, molto contrari, tanto da indurre l`assessore Pierfrancesco Maran a una confusa timida apertura a possibili alternative. Così, invece di diradarsi, il mistero su quello che accadrà è sempre più fitto. Fino a ieri, a dire il vero, il progetto vero e proprio non era nemmeno conosciuto.

E questa non è l'unica stranezza. A oggi i cittadini non sanno ancora bene se si tratti di un intervento ordinario o straordinario, e quindi c'è ancora il dubbio se occorra o no un «ok» della Soprintendenza. L'assessore ha parlato di manutenzione ordinaria, enfatizzando il «confronto» con la Soprintendenza. Smentendolo, la consigliera Rita Cosenza, che ha seguito tutto l'iter di questo tormentata vicenda, ha dichiarato in aula che la relazione tecnica parlava di un intervento di tipo straordinario: «I lavori che stanno facendo sono là da vedere con tanto di cartello - spiega - l'autorizzazione della Soprintendenza doveva esserci». Il collega Vincenzo Viola taglia la testa al toro. «L'assessore ha chiaramente evidenziato che a loro non interessa nessun parere, dato in passato o su questo progetto, che non rispetta il vincolo paesaggistico». Preoccupato per possibili lungaggini derivanti da questa incertezza si è detto il capogruppo di Fi Marco Cagnolati. «Manca condivisione e non si vogliono ammettere gli errori» ha detto. L'ammontare dei lavori, ora fissato in 450mila euro, potrebbe arrivare a quasi il doppio, 890mila, tanti quanti sono quelli che risultano - extra oneri - dall'operazione dei box interrati a suo tempo costruiti. Una cosa è certa, ed è stata apertamente detta dall'assessore Maran, così come dalla sua collega Cristina Tajani, delegata al Commercio: il mercato degli ambulanti non si tocca. Da questa premessa deriva il resto: «Questo - ha ammesso Maran - è il miglior intervento possibile, stante quella presenza». «Certo, il mercato non ce l'ha ordinato il medico - ha aggiunto - Nulla vieta di spostarlo, ma bisogna fare un percorso non semplice». Il mercato è uno dei più grandi e redditizi: 190 bancarelle sabato, 180 il martedì. «La gran parte insiste sull'area oggetto di riqualificazione - ha spiegato Tajani - Ci sono obbligazioni giuridiche del Comune verso i titolari di concessione e la soppressione espone a ricorsi, spesso vinti».

Il Comune, insomma, preferisce non aprire vertenze: meglio aspettare che le licenze arrivino a scadenza. Intanto controlla e verifica tutte le posizioni», con «l'intenzione di non rinnovare le licenze ai morosi». Altra anomalia è che il vincolo sarebbe incompatibile con i banchi del mercato. In realtà, nessuno chiede apertamente di spostarli altrove. Però, tutelando gli ambulanti, il mercato potrebbe essere spostato dal parterre lungo la via. Nella confusione finale, l'assessore è parso voler aprire a modifiche. «Non credo potrà cambiare, ma il progetto che non ha nemmeno previsto di valutare di portare il mercato lungo tutta la via, con ciò consentendo la piena riqualificazione a verde nel rispetto del vincolo, grida vendetta» ha detto l'ex presidente di commissione Gabriele Mariani, rigorosamente di sinistra. Sì perché il bello è che molti dei critici sono elettori del Pd. Le contraddizioni abbondano. «È incredibile - dice il leghista Gianluca Boari - che l'amministrazione spenda milioni per costruire ostacoli alla viabilità con la scusa di migliorare l'ambiente mentre qui privilegia il cemento agli alberi non volendo dare ascolto alla Soprintendenza».