Il Comune tira dritto sul Teatro Burri «Scelte fatte, i lavori non si fermano»

Sul Teatro Continuo di Burri la giunta arancione tira dritto. Ignorando le opposizioni di associazioni, un tempo coccolate come Italia Nostra, il mondo dell'associazionismo, storici e critici, cittadini e consiglieri comunali, l'assessore alla Cultura Filippo del Corno ieri ha ribadito fermamente la propria posizione. I lavori vanno avanti e l'installazione progettata nel '73 per la XV Triennale sarà pronta per maggio. La progettazione dal basso, la democrazia partecipativa? Spazzate via in nome di Expo e del desiderio, come suggerisce Fabrizio de Pasquale, consigliere di Forza Italia «di lasciare un segno simbolico del proprio mandato, in assenza di opere concrete e utili».

«I lavori per la ricostruzione del Teatro continuo di Burri sono già in corso e non si fermeranno. L'opera sarà completata a maggio per ospitare eventi e spettacoli “a titolo gratuito”, perché una scelta è stata compiuta e da qui a breve ne potremo valutare gli effetti positivi» ha ribadito Del Corno.

Durante la commissione i comitati hanno ribadito la loro contrarietà al progetto. «Il teatro è incompatibile con un parco storico - sostiene Alberto Ferruzzi, presidente della Fondazione Per il Parco - dove quella struttura era impossibile da gestire». Per Walter Monici del Comitato Parco Sempione «è difficile non definire invasivo un intervento di 178 mq. La vista del Parco è unica, e questo intervento sta già provocando un conflitto permanente». Così il comitato Parco libero Sempione Verde: «Siamo nati per la battaglia contro la ruota panoramica al Parco Sempione: quella volta la Soprintendenza disse che il parco è un monumento simbolo di Milano, non questa volta».

Sul mancato coinvolgimento della zona e dei cittadini non sono mancate le voci critiche fra i consiglieri di maggioranza: «su questo progetto ci sono state gravi mancanze di partecipazione», ha attaccato Anita Sonego della Sinistra per Pisapia. Anche per il presidente della commissione Ambiente Carlo Monguzzi (Pd) «questa operazione ha due difetti: in una città è sempre meglio più verde e meno costruito, e bisognava coinvolgere prima i cittadini». Dal presidente di Zona 1 Fabio Arrigoni è arrivata la conferma che «da noi non è stato dato alcun parere perché abbiamo ritenuto inutile un parere “postumo” dato a procedimento amministrativo già definito».

«La Giunta ha fatto tutto da sola - attacca il vicepresidente del consiglio Riccardo De Corato (FdI) - ha deciso, ha cominciato gli scavi. Pisapia ha trattato ancora una volta il Consiglio come uno scendiletto e si è disinteressato di quello che desiderano i milanesi».