Il Comune vuol fare l'esame d'inglese a 5mila dipendenti

Tempo di esami di inglese per cinquemila dipendenti comunali. Dalla «A» di (quelli dell') Anagrafe alla «V» di vigili per una settimana (entro febbraio) dovranno mettersi a tavolino e dimostrare quanto inglese masticano in vista di Expo. È solo il primo passo previsto da una delibera comunale, firmata a dicembre scorso, che ha messo a disposizione 100mila euro. L'obiettivo, evidente, è quello di fronteggiare gli oltre venti milioni di visitatori provenienti da tutto il mondo per l'esposizione internazionale del 2015. Un fiume di persone alle quali bisogna sapere rispondere qualcosa di più di un gentile «good morning». Ecco perché il Comune di Milano, che ormai da tempo fornisce il corso di lingue ai dipendenti, ha deciso di allungare il passo. Si comincia con gli esami per 5000 dipendenti delle sedi più importante del Comune da Palazzo Marino, Pirelli, largo Treves, via Larga, piazza Beccaria e via Porpora da sostenere entro febbraio in cui verrà misurata la competenza linguistica. Poi verranno selezionati coloro che dovranno partecipare al progetto. È previsto il raddoppio del numero dei dipendenti attualmente in formazione, incrementando soprattutto la fascia di chi non sa proprio neppure una parola di inglese. A disposizione di chi ha già una qualche competenza linguistica ci saranno 180 posti, invece dei 90 attualmente programmati. Ma l'incremento interessa soprattutto le fasce di coloro che hanno competenze di livello elementare o chi non sa proprio spiccicare parola. Per i livelli medio-bassi i dipendenti in formazione passano da 231 a 462. L'inizio dei corsi è previsto nel prossimo mese, di febbraio. In totale i dipendenti che saranno avviati all'inglese saranno 642 invece di 321.
Saranno riorganizzati i corsi, ma cambia anche la modalità di lezione. Verrà utilizzata quella che viene definita la modalità «blended», ovvero che integra la formazione in aula con l'apprendimento on line. Col raddoppio delle persone da formare, il Comune ha ritenuto che fosse impossibile gestire le lezioni solo attraverso risorse interne. Come docenti, tra l'altro, saranno utilizzati gli insegnanti della scuola civica. Sarà utilizzata una piattaforma esterna, con on line assistito, accompagnato da una fase in aula con il docente, necessario soprattutto per chi ha competenze «troppo basse che - si legge nella delibera - non permettono di gestire la complessità e la varietà della lingua anche se viene indirizzato da apposite bacheche». Certo, per seguire il corso è indipensabile avere qualche nozione di programmi come «office». L'intenzione dunque è di acquistare la piattaforma on line per la formazione linguistica «sulla base di una valutazione tecnica attraverso procedure di evidenza pubblica con applicazione del criterio di aggiudicazione dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Gli accessi dovranno essere utilizzabili per almeno un anno dall'attivazione del portale on line dal quale accedere a tutti gli strumenti didattici a disposizione».