La comunità cinese invita Toti e Gelmini e snobba Pisapia

Un messaggio chiaro al sindaco Giuliano Pisapia e anche alla sua giunta quello mandato dalla comunità cinese evidentemente non particolarmente soddisfatta dalle misure urbanistiche e commerciali messe in campo in questi tre anni di amministrazione della città. E, in particolare, di quella Chinatown da sempre è croce e delizia dei politici perché grande fonte di problemi da affrontare, ma altrettanto promettente bacino elettorale al momento di raccogliere le preferenze. E, così, non può passare inosservata l'invito diffuso dall'Associazione generale del commercio di Qingtian in Italia che per oggi organizza presso il Grand Hotel Michelangelo un evento per presentare la recente nomina del nuovo presidente dell'associazione, il signor Yang Wenyao.
Da notare il programma che prevede «interventi di autorevoli esponenti sia del mondo politico che imprenditoriale cinesi ed italiani». Tra questi il console generale della Cina a Milano Liao Juhua, il presidente di Beijing Modern Plaza Jin Yuhua, il responsabile di Lafayette della Cina Liu Yongjie, il segretario generale della Cina Commerce Association Fan Jun, l'editore della rivista China Business immobile Hong Qihui. Ma a colpire sono gli ospiti italiani. Nell'ordine rigorosamente gerarchico seguito dagli organizzatori cinesi sono la vice capogruppo alla Camera di Forza Italia e coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, il consigliere politico del partito e candidato alle elezioni europee Giovanni Toti, il sottosegretario in Regione Fabrizio Sala, il coordinatore cittadino e consigliere regionale Giulio Gallera e il presidente del consiglio provinciale Bruno Dapei. Tutti, quindi, rigorosamente politici e amministrato «azzurri» con un ruolo determinante nell'organigramma di FI. «I quali - si legge nella presentazione della serata - andranno a rimarcare l'importanza dell'interscambio culturale e commerciale nonché imprenditoriale tra le due comunità anche in vista dell'imminente Expo 2015 che si terrà a Milano». A Pisapia nessun accenno. Né inviti a sinistra. Fatto curioso per la comunità cinese, finora sempre così attenta a rispettare gli equilibri della politica.