La Comunità ebraica grazia i musulmani ma incalza Pisapia: «Lui deve spiegare»

La Comunità ebraica non molla. Ha fatto troppo scalpore il caso dell'imam Riyad Bustanji, ospite d'onore alla cerimonia conclusiva del Ramadan e noto per aver inneggiato al «martirio religioso» dei bambini palestinesi. La Comunità pretende spiegazioni. Ma, intervenendo con una nota ufficiale dopo le dichiarazioni che il presidente Walker Maghnagi ha rilasciato nei giorni scorsi anche al «Giornale», le pretende soprattutto dal Comune. Si allenta invece la tensione con il Caim, il coordinamento dei centri islamici milanesi che ha organizzato la celebrazione con 10mila persone all'Arena. La Comunità precisa che la richiesta di dimissioni del coordinatore delle «moschee» Davide Piccardo - arrivata nei giorni scorsi dal portavoce della sinagoga del centro, Davide Romano - resta una posizione - si sottolinea «legittima» - di un'associazione ebraica. La Comunità in quanto tale non intende interferire con gli affari interni di un altro organismo, anche se la visita di «cortesia» al Ramadan quest'anno non c'è stata - e dati gli invitati di parte musulmana non poteva esserci. Nei confronti di Palazzo Marino, tuttavia, la Comunità non molla. Le dichiarazioni dell'imam sono definite «di una gravità inaudita», perché «incitano al terrorismo e all'odio nei confronti di Israele. Con l'aggravante del coinvolgimento perfino di bambini». «Il movimento Hamas - dicono dalla Comunità - è stato riconosciuto una organizzazione terroristica dall'Unione Europea. Dunque anche dal nostro Paese. A nostro avviso il Comune di Milano ha sbagliato a partecipare a questa iniziativa per via della presenza di Al Bustanji. Ci auguriamo che questa partecipazione sia dovuta ad una svista. Per questo aspettiamo chiarimenti in merito dall'amministrazione comunale».