Le comunità islamiche: «Speriamo che sia l'ultimo anno in strutture provvisorie e inadeguate»

Anche per le molte comunità islamiche di Milano inizia oggi il Ramadan, mese sacro di digiuno e preghiera. Decine di migliaia di persone digiuneranno dall'alba al tramonto per trenta giorni consecutivi. La data d'inizio del mese sacro è stata comunicata nei giorni scorsi dal coordinamento dei centri islamici di Milano e Brianza, che si è basato su quanto decretato dal Consiglio europeo per la fatwa e la ricerca. Indicata anche la della festa di fine Ramadan, fissata per giovedì 8 agosto, giorno in cui è prevista l'interruzione del digiuno, «Id al Fitr», una delle festività più importanti del mondo musulmano. A Milano, la celebrazione che riunirà la gran parte delle comunità cittadine, come già accaduto lo scorso anno, sarà ospitata all'Arena civica. Per quel giorno il Caim ha già provveduto a invitare il sindaco, Giuliano Pisapia, che lo scorso anno - assente da Milano in quei giorni - declinò l'invito, deludendo non poco i dirigenti delle «moschee».
«Il mese di Ramadan - ha detto Davide Piccardo, coordinatore del Caim - è un momento in cui le comunità islamiche intensificano le loro attività di preghiera, ma anche di solidarietà per i bisognosi e di dialogo interreligioso». Stabilita anche la quota della «zakat el fitr» (donazione per i poveri specifica di ramadan), fissata in 6 euro. Quanto alle attività di dialogo interreligioso, si segnala l'invito all'incontro della Comunità di Sant'Egidio, il movimento di cristiani impegnati nell'ecumenismo e nella promozione della pace. «Abbiamo accettato con piacere e ricambiato l'invito», fa sapere Piccardo. Il problema dei problemi, per i musulmani milanesi, resta la mancanza di una moschea in senso stretto, vale a dire di luoghi di culto idonei, e comunque più decorosi delle attuali sedi. Ha anche un valore simbolico, ma non solo: «Speriamo che questo sia l'ultimo Ramadan che affrontiamo in strutture provvisorie o inadeguate», ha detto il coordinatore del Caim.
Per ora, per le preghiere quotidiane e dei venerdì (le più importanti) i vari centri islamici si adatteranno più o meno come negli anni passati, fra le strutture messe a disposizione dal Comune e le loro sedi. L'Istituto islamico di viale Jenner per la preghiera si avvarrà del Palasharp mentre la Casa della cultura islamica utilizzerà la sua sede di via Padova. Anche i centri minori accoglieranno i fedeli nelle loro sedi, disseminate un po' in tutti i quartieri della città.

Commenti

subaru

Mar, 09/07/2013 - 09:58

Speriamo (purtroppo speranza vana) sia l'ultimo anno che ci troviamo tra i piedi questi personaggi....

angelomaria

Lun, 10/11/2014 - 15:49

SPEIAMO CHE SIA L'U;TIMO ANNO E BASTA!!!!!!!!!!

opinione-critica

Ven, 09/01/2015 - 17:22

Islamici italiani e non, potete pregare a casa vostra senza rompere i coglioni con le vostre litanie e le vostre richieste. Quando andrete in paradiso perché vi siete fatti martiri uccidendo qualche infedele, Allah per premio vi darà una cotoletta di maiale e quando gli direte che il maiale è impuro vi dirà: razza di coglioni volete mica che vi dia il prosciutto di culatello? Quello lo mangio io...poi si vedrà...Lo so, le superstizioni sono dure a morire. Non rompete i coglioni e pregate a casa vostra: serve del verde non delle moschee.