Concerto sull'acqua: risorge la Caimi

Note elettroniche su una piattaforma galleggiante stasera al centro balneare

Antonio Bozzo

Il mondo del teatro non rispetta le regole euclidee della realtà: rivivono i morti, si confondono i tempi, parlano gli animali, volano gli uomini. Continue metamorfosi rendono la scena una sorpresa, ed è il bello di un'arte che non morirà mai.

Così non ce ne vorrete se richiamiamo in vita l'architetto toscano Luigi Lorenzo Secchi, la cui avventura terrena ebbe luogo tra il 1899 e il 1992. Lo immaginiamo stasera ai bordi della piscina da lui progettata, aperta a fine anni Trenta, quando faceva parte di un importante (e all'avanguardia) centro sportivo e balneare, contiguo a un teatro. Era la Milano fascista, che si affacciava sullo scenario della migliore architettura europea, con palazzi novecentisti ed edifici razionali, del comasco Giuseppe Terragni.

Secchi era nome di punta. Progettò piscine, tra le quali la Ponzio e il Lido. Scuole, al Trotter. Ristrutturò l'Arena Civica e lavorò fino in tarda età come architetto conservatore della Scala. Ma noi gli abbiamo chiesto di tornare a trovarci, nell'amata Milano, per godersi la rinascita della sua Caimi, che inaugura stasera con un concerto galleggiante.

Andrée Ruth Shammah, la direttrice del Franco Parenti, che attraverso la Fondazione Parenti ha fatto il diavolo a quattro per riportare la piscina ai fasti di un tempo lontano (chiusa da anni, era un angolo di città abbandonato anche dal genius loci), non sa che ci sarà Secchi, tra il pubblico. O forse, con gli occhi illuminati dalla magia del teatro, lo vedrà. Non importa.

Gli spazi riqualificati del Centro Balneare Caimi ospitano un'orchestra a pelo d'acqua di 40 elementi, inizio concerto ore 21.30, biglietto 20 euro. La serata ha titolo adeguato: «Tranceparenti». Si ascolterà la musica del compositore Lorenzo Senni, sorta di guru delle note elettroniche e dei nuovi suoni contemporanei. Note di oggi, insomma. A sottolineare l'attualità di un progetto che vede la luce dopo tanti anni di attesa e disuso. L'arrangiamento è di Francesco Fantini, direttore Michele Fedrigotti.

Il nostro Secchi redivivo, più che della musica si entusiasmerà per il lavoro profondo fatto sulla sua Caimi. Per Shammah, la piscina è «luogo dello spirito, un posto per immergersi in spazi visionari». Ma non escludenti: la Caimi (due piscine, una piccola per i bambini, l'altra larga 25 metri e lunga 37 e mezzo; entrambe depurate con i raggi ultravioletti), il Centro Balneare gestito fino al 2038 da Fondazione Parenti, resta spazio pubblico.

Le tariffe di balneazione sono quelle comunali, dal lunedì al venerdì, con agevolazioni in pausa-pranzo. Negli altri orari di apertura, compresi weekend, le tariffe saranno maggiorate non oltre l'80 per cento. In più - ai tempi di Secchi non c'era - sotto la piscina, con ingresso autonomo rispetto al Franco Parenti, la visionaria Shammah ha voluto un'altra sala teatrale: circa 200 posti.

Molti architetti (ne citiamo uno per tutti: Michele De Lucchi) hanno lavorato per gli spazi della nuova Caimi, che comprendono una palazzina, un'area tennis, porticati, boutique invernali e zone per mostre. Un cantiere ancora aperto, con molte potenzialità. Ma intanto si può cominciare, tra pochi giorni (dopo la gran festa di inaugurazione di domani, 23 giugno), con un tuffo e una nuotata. Secchi, ritornato nei regni ultramondani, ne sarà felice.