Condannata a sei anni la penalista che riciclava denaro per la camorra

Il legale operava su conti svizzeri controllati da due boss dell'usura

Nella stessa giornata in cui l'avvocato Paola Marioni viene aggredita a coltellate nel suo studio, arrivano a compimento le vicissitudini di un'altra «toga rosa» milanese: vicissitudini di ben altro tipo, visto che si tratta di una professionista che i guai se li è andati a cercare, interpretando in modo un po' troppo ampio il suo mandato professionale. E mettendosi a disposizione di un clan camorrista specializzato in usura.

Giovedì sera davanti all'ottava sezione del tribunale, presieduta dal giudice Maria Luisa Balzarotti, si è concluso il processo a carico di Barbara Sabadini, 47enne penalista milanese accusata di riciclaggio. Pesante la condanna: sei anni di carcere. La Sabadini resta in carcere dove si trova dal settembre scorso, quando venne arrestata su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. Quel giorno, in realtà, alla Sabadini era stato offerto di venire ospitata in una struttura per detenute-madri, avendo un figlio piccolo: e fu lei a rifiutare di portare con sè il bambino. Così venne trasferita nel carcere di San Vittore.

Alla professionista, da tempo legale di fiducia di imputati legati alla criminalità napoletana, il pm Francesca Celle contestava l'accusa di riciclaggio per avere operato, grazie a una delega a suo nome, sui conti in Svizzera controllati di fatto da Enzo Guida e Alberto Fiorentino, due dei nomi «storici» della malavita di origine partenopea al nord, arrestati alcuni mesi prima per avere messo in piedi una sorta di «banca» che gestiva prestiti a strozzo e estorsioni.

Alla Sabadini la Procura era arrivata ricostruendo gli spostamenti di un tesoretto da un milione di euro imboscato dalla coppia Guida-Fiorentino in Svizzera, e spostato di volta in volta da una banca all'altra dell'accogliente confederazione. Il conto «Ostrica» era intestato formalmente alla figlia di Enzo Guida che però non risultava lo avesse mai realmente gestito, mentre gli spostamenti erano disposti dalla avvocatessa, che si sarebbe anche occupata del rientro in contanti delle somme quando si rendevano necessarie per finanziare i clienti della «banca».

Nel dicembre scorso Barbara Sabadini è stata sospesa dall'Ordine degli avvocati. Nel frattempo Guida e Fiorentino erano stati condannati rispettivamente a tredici e dieci anni di carcere, dopo avere chiesto il rito abbreviato e avere cercato (invano) di convincere il giudice di essere delle vittime e non degli usurai: «Stavamo cercando di sistemarci, abbiamo `ste quattro lire, cerchiamo di investirle con queste persone per bene, ci facciano una piccola pensione per noi e per i nostri figli», aveva detto Guida. E aveva anche giurato di non avere nulla a che fare con la camorra: «Io con Napoli non ho niente a che vedere, sono napoletano ma se vado a Napoli mi perdo. Tutti i miei reati li ho fatti a Milano».