"È la conferma di un grande disastro"

Il centrodestra festeggia "la fine della pagina più triste"

Senza poterlo dire ad alta voce, in parecchi gufano da tempo contro l'ipotesi di un Pisapia-bis. Ma la mossa del sindaco coglie di sorpresa tutti all'interno del centrosinistra, se non altro per la modalità: una dichiarazione secca, di domenica pomeriggio, con Palazzo Marino completamente deserto.

Nessuno tuttavia si strappa le vesti. Solo Sel si sente orfana di padre e si lancia in un accorato: «Sindaco, ripensaci». «Giuliano era il nostro candidato, ora dobbiamo riflettere - spiega la coordinatrice Anita Pirovano - Siamo in contatto con le altre forze della coalizione per fare in modo che questa decisione non sia un danno ma un passaggio non conclusivo del governo». «Avrei preferito rimanesse per concludere il lavoro iniziato - sostiene Andrea Fanzago (Pd) - Ora si apre un ragionamento su come confermare il suo buon lavoro». Dai banchi della giunta, l'assessore Carmela Rozza fa notare che, ancor prima delle candidature, c'è una e una sola priorità da tener presente: Expo. Tutto il resto può aspettare. Il presidente del Consiglio comunale Basilio Rizzo, che lascerà a fine mandato parallelamente al sindaco, rispetta la decisione personale ma politicamente sostiene che «Pisapia sia garante di un sogno dei milanesi. Faremo di tutto perché questo sogno prosegua».

Più che di sogno, parlano di «un incubo che finisce» i consiglieri del centrodestra. «Questo è un grande giorno per Milano - esulta il capogruppo di Forza Italia Pietro Tatarella - Pisapia è il primo sindaco che non lascerà traccia, non avendo fatto niente per la sua città».

Accoglie la «buona notizia» la coordinatrice regionale Mariastella Gelmini, preoccupata però dal clima di incertezza che si crea proprio alla vigilia di Expo. «Pisapia - spiega - si consegna a un destino di sindaco a mezzo servizio, in balia delle pressioni dei partiti. Un sindaco partito per fare la rivoluzione, oggi debole al punto da annunciare la non ricandidatura. È la certificazione del totale disastro degli arancioni».

Dalle pagine di Twitter, l'ex governatore lombardo Roberto Formigoni si lancia in un commento esplicito, come se non importasse la presenza di Pisapia per le sorti di Expo: «I milanesi non ne possono più. E se lasciasse subito, perché prolungare agonia e degrado?». Solleva un dubbio Daniela Santanché: «Non è che Pisapia ha paura di Expo?». Di «fallimento» parla il coordinatore cittadino di Fi Giulio Gallera che tuttavia vede nell'annuncio una bella chance per il centrodestra. «Pisapia ha confermato di essere una persona per bene - ammette il consigliere Fabrizio De Pasquale - ma Pisapia lascerà un pessimo bilancio fatto di tasse e insicurezza».

Dura la Lega, che domani pomeriggio allestirà un banchetto di fronte a Palazzo Marino per brindare alla «fine dell'incubo». «Si pone fine a una delle pagine più tristi della storia di Milano - sostiene Igor Iezzi -. Pisapia cerca di fuggire alle sue responsabilità».