Confessa il killer di Seregno Ha colpito anche con l'ascia

L'arma trovata insieme alla pistola nell'automobile dell'uomo accusato di aver sparato all'ex convivente

Cristina Bassi

Ha confessato Attilio Berlingeri, il pregiudicato 56enne accusato di aver ucciso a colpi di pistola e di ascia l'ex convivente Carmela Aparo, 64 anni. Le armi, un revolver calibro 22 e un'accetta, sono state trovate dai carabinieri nell'auto che l'uomo stava usando per fuggire.

L'omicidio è avvenuto lunedì intorno alle 19.15, prima ancora che scendesse il buio, in via Graomsci a Seregno. Siamo in una strada trafficata, accanto allo stadio della cittadina in cui vittima e killer risiedevano da una vita. Lei originaria di Lentini, in provincia di Siracusa, lui di Rosarno in Calabria, vicino a un clan di 'ndrangheta ma - secondo gli inquirenti - mai affiliato. Entrambi avevano precedenti penali. Per truffe e reati contro il patrimonio, Berlingeri anche per rapina, violenze a traffico di droga. Mentre l'ex compagna nel 1989 era stata accusata di aver aggredito con un coltello una rivale in amore più giovane. Il movente dell'omicidio sarebbe da cercare nel passato della coppia. I due avevano avuto una burrascosa relazione quasi trentennale, finita circa un anno fa. Non avevano avuto figli e i due avuti dalla vittima dal precedente matrimonio pare non avessero rapporti con lei. Berlingeri e la Aparo avevano continuato a vedersi e l'uomo pare non accettasse di essere stato lasciato. Nel 2015 lei lo aveva anche denunciato per lesioni.

Nel tardo pomeriggio di lunedì gli ex conviventi, che negli anni Novanta erano rimasti feriti ma erano scampati a un agguato criminale, si erano dati appuntamento in via Gramsci. Sono arrivati con due auto. Secondo i testimoni che hanno assistito alla scena, non ci sarebbe neppure stato il tempo di una lite. Berlingeri avrebbe sparato quasi subito due colpi di pistola al torace della donna e quando lei è caduta a terra sanguinante, si è accanito con l'accetta. La Aparo è stata portata in codice rosso al San Gerardo di Monza, ma è morta poco dopo sotto i ferri. Inutile il tentativo dei medici di salvarla con un massaggio cardiaco durato un'ora: le ferite erano letali. Grazie alle indicazioni di alcuni testimoni riguardo all'auto dell'assassino e ai suoi tratti somatici, i carabinieri di Seregno e di Desio lo hanno fermato a Cinisello Balsamo poco più di un'ora dopo il delitto. «L'immediata collaborazione e sinergia dei cittadini che hanno assistito al delitto e hanno dato l'allarme è stata fondamentale», spiega Danilo Vinciguerra, comandante dei carabinieri di Seregno. D'altra parte i posti di blocco avevano chiuso ogni via di fuga. Gli investigatori stanno verificando presunti problemi psichiatrici dell'aggressore, che era stato in cura al Centro psico sociale di Seregno. Berlingeri ora è al carcere di Monza con le accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi e possesso illegale di armi. L'inchiesta è affidata al pm di Monza Alessandro Pepè, per questa mattina è previsto l'interrogatorio davanti al gip.