La consigliera di zona deve ribaltare risultati storicamente sotto la media

I «grillini» hanno la loro candidata a sindaco, Patrizia Bedori. E ora inizia una partita nuova. «La voce va data ai cittadini», ha detto la prescelta nel suo primo commento. «Corriamo per vincere», ha garantito il consigliere comunale uscente Mattia Calise.

Il Movimento 5 Stelle a dire il vero non viene accreditato di troppe chance, in vista delle Comunali. Ma è anche una storia «vecchia». Il movimento di Beppe Grillo ha sempre raccolto poco a Milano. Poco adatto per un elettorato laico e riformista, probabilmente penalizzato da una sinistra arancione e arcobaleno piuttosto radicata, il Movimento negli ultimi anni è rimasto nel Milanese sotto le medie nazionali. E alle amministrative sotto i dati politici. Alle ultime comunali il Movimento 5 Stelle aveva raccolto appena il 3,4%, entrando in Consiglio comunale un solo consigliere, Mattia Calise, che ha deciso di non ricandidarsi a sindaco. Alle regionali del 2013, il risultato è stato migliore: 14,3% e 9 seggi al Pirellone (dopo che nel 2010 alle regionali aveva raccolto il 2,3%, non riuscendo a portare in Consiglio regionale nemmeno il candidato presidente Vito Crimi). Il recente sondaggio «Ipsos» per il Corriere attribuiva al M5S un ottimo risultato politico, che però si dimezzava circa nelle intenzioni di voto al candidato sindaco (allora senza ancora un volto) del Movimento.

Ora, il compito improbo di invertire questa tendenza di dati comunque inferiori alle tendenze nazionali è soprattutto nelle mani di Patrizia Bedori. La candidata uscita vincitrice dalle primarie ha 52 anni, è attivista della prima ora ed è iscritta al blog di Beppe Grillo dal 2007. Ha partecipato alla fondazione del movimento ed è consigliere di zona 3, proclamata dopo le dimissioni della consigliera eletta e la rinuncia del primo non eletto. Gli iscritti milanesi al M5S, che hanno votato all'auditorium di via Valvassori Peroni hanno scelto lei, unica donna tra gli otto candidati. E adesso il prossimo passo sarà quello di redigere un programma. «Se noi puntassimo sul personaggio avremmo un leader che detta la sua linea - ha detto Vito Crimi, senatore dei Movimento 5 Stelle già candidato governatore. La «nostra forza, invece, è nella squadra che c'è dietro» ha aggiunto. Il risultato delle primarie invece è stato subito bersaglio di critiche a sinistra. «Hanno votato circa in 300 e non sono stati nemmeno in grado di fornire i risultati E poi sono loro i paladini della partecipazione e della trasparenza» ha ironizzato il segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri, commentando l'assenza di dati ufficiali sull'affluenza e le preferenze.