Consiglieri in taxi, taglio ai rimborsi

Chiamarla casta è un pò troppo. Lo stipendio dei consiglieri comunali si aggira intorno ai mille euro al mese, sei-sette volte più basso dei colleghi in Regione. Ma la spending review non perdona. Tra i risparmi sul costo della politica a Palazzo Marino previsti per il 2013 era scattata a fine marzo una stretta al rimborso taxi per l'attività dei consiglieri. La giunta nella delibera che regola la distribuzione del Fondo a render conto 2013, quello che attribuisce dei budget ai gruppi consiliari per l'acquisto di beni e servizi necessari all'attività (64.200 euro in totale, suddivisi tra i partiti a seconda del peso in aula, da un minimo di 2.270 euro) aveva fissato paletti al taxi «facile». La spesa, si diceva, «è ammessa per brevi spostamenti urgenti all'interno della città» e «in dipendenza dello svolgimento dei lavori del Consiglio e delle Commissioni», per singoli importi comunque «non superiori ai 25 euro» e presentando la ricevuta con l'orario e il numero dell'auto bianca. Prima la manica era più larga. Ma questa volta a imporre un taglio del taglio ci si è messo il Collegio dei revisori dei Conti. Qualche consigliere non si era arreso subito ad andare a piedi o attaccarsi al tram. A guidare la protesta - accolta subito in via bipartisan - erano stati il capogruppo di Fdi Riccardo De Corato e il consigliere leghista Luca Lepore. Hanno chiesto al presidente dell'aula Basilio Rizzo di approfondire meglio la questione e vedere se fosse possibile allargare la stretta. Ma i politici di Palazzo Marino sono come si dice «cornuti e mazziati». Gli esperti contabili hanno rimarcato il passaggio della delibera in cui si evidenzia che la spesa è ammessa «per brevi spostamenti» e «in dipendenza del lavoro del consiglio e delle commissioni» e richiamando la pronuncia della Corte dei Conti ritiene «opportuno» che l'ente si doti di un Regolamento ad hoc da approvare in Consiglio comunale. Morale: dal 15 giugno ai consiglieri non basta neanche più presentare la ricevuta ma devono presentare «fattura quietanzata» (ossia con l'indicazione di avvenuto pagamento), completa di data, orario e percorso, rilasciata dal tassista. Sempre che abbia i moduli a bordo. Nella richiesta di rimborso (sempre 25 euro al massimo) devono essere specificate «le ragioni del mancato uso di mezzi alternativi». Taxi consentito insomma giusto se c'è lo sciopero Atm o a notte fonda.