Conti e appalti Expo Adesso l'opposizione vuole vederci chiaro

Centrodestra e 5 Stelle non si accontentano: «Sala riferisca in commissione Antimafia»

Marta Bravi

Il sindaco torna in aula. «Certo della mia innocenza verso un'accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività» Beppe Sala martedì pomeriggio è rientrato nelle sue funzioni. Ad accoglierlo, con meno calore degli assessori che ha incontrato ieri, i consiglieri comunali. Che, in alcuni casi, lo aspettano al varco. È attesa infatti per questo pomeriggio alle 1630 la relazione del sindaco e, a seguire, il dibattito.

Ma ad agitare gli animi c'è un'altra vicenda connessa a Sala ed Expo: la richiesta avanzata due mesi fa circa, quindi ben prima del caso scoppiato giovedì scorso, come ricorda il capogruppo M5S al Comune di Milano, di riferire in commissione Antimafia. «Siamo d'accordo con il principio per cui la questione morale è fondamentale, ancora prima che si abbia la certezza che un fatto costituisca reato al fine di condurre un'azione amministrativa nel pieno della legalità». Ma nonostante il carattere formalmente urgente, «ad oggi non abbiamo ancora avuto il piacere di ascoltare il sindaco in commissione Antimafia riguardo alle vicende di Expo verificatesi quando lui era commissario. Lo aspettiamo». Sulla stessa linea il consigliere della Lega Massimiliano Bastoni: «Sono passati ben due mesi da quando ho chiesto al sindaco Sala di riferire in merito ai fatti riportati dalla stampa sulle infiltrazioni della 'ndrangheta in subappalti per la costruzione dei padiglioni Expo».

Insiste nel pretendere chiarimenti anche Forza Italia con il suo capogruppo Gianluca Comazzi: «Il rientro del Sindaco Sala lo davo per scontato. Se la sua reazione iniziale è comprensibile da un punto di vista umano, non è giustificabile da un punto di vista istituzionale. Aspettiamo Sala in aula e mi auguro che abbia la serenità anche in futuro di amministrare Milano senza oscillazioni e di esprimersi attraverso il voto in Consiglio su delibere importanti a partire da quella che riguarda Cascina Merlata».

Critiche arrivano anche sulla formula usata dal primo cittadino per chiarire la sua posizione, quella dell'autosospensione, che non esiste nel nostro ordinamento e che per quasi una settimana ha paralizzato l'amministrazione»: «Sala non è un cittadino qualunque, ma il primo cittadino di Milano e per questo siamo contenti che abbia deciso di sospendere l'autosospensione» commenta in una nota il capogruppo di Milano Popolare, il consigliere comunale d'opposizione Matteo Forte. «Accolgo con favore la decisione di tornare a fare il sindaco, perché era l'unica decisione saggia da prendere. Ci sono delle partite che non possono aspettare settimane» ha ricordato anche il governatore della Lombardia Roberto Maroni. «Chiarita la natura dell'indagine a suo carico, Beppe torna a fare il sindaco. Non avevo dubbi sul fatto che il suo ritorno sarebbe stato in tempi rapidi, anche perché tenerlo lontano dal lavoro che sta portando avanti per la sua città, sarebbe stato difficile. A Beppe un caloroso bentornato e adesso a lavoro, per Milano e i milanesi» il messaggio del segretario metropolitano del Pd, Pietro Bussolati.

Superata la seduta dedicata al chiarimento da parte del sindaco, domani si dovrà affrontare la delicatissima delibera urbanistica di Cascina Merlata. E poi ci sarà lo scoglio della commissione Antimafia.