Contratti a tempo e controlli Arriva la riforma della casa

Nella legge approvata in Regione accreditati i privati Almeno due bandi l'anno e graduatorie più rapide

Sabrina Cottone

I contratti di affitto saranno temporanei e rinnovabili. Annuali i controlli sul reddito e sui requisiti, per assicurarsi che ad abitare le case popolari sia chi ne ha davvero bisogno e diritto. Nasce un sistema di accreditamento, per cui i servizi abitativi potranno essere forniti anche da privati accreditati. E poi avvisi pubblici frequenti (almeno due volte l'anno) per l'assegnazione più rapida delle case, soprattutto nei Comuni con maggiori emergenze abitative.

Sono alcune delle novità della riforma della casa votata a maggioranza (contrari Pd, Patto civico e 5Stelle) dal consiglio regionale della Lombardia, che punta ad accelerare le procedure di assegnazione e a contrastare gli occupanti abusivi. La giornata è stata animata anche da una contenuta irruzione dei centri sociali, che per protesta hanno mostrato striscioni e acceso fuochi proprio davanti al Pirellone.

Come prima, serviranno cinque anni di residenza in Lombardia per avere la casa, ma in caso di parità in graduatoria prevarrà chi ha maggiore anzianità di residenza nel Comune in cui si trova l'alloggio (l'emendamento arriva dalla Lega). Nel provvedimento viene introdotta la possibilità di rescindere unilateralmente il contratto agli inquilini in caso di false dichiarazioni sui requisiti e anche per la cosiddetta morosità colpevole, se cioè nonostante avendo le disponibilità economiche, chi abita la casa preferisce usare i soldi diversamente, invece di pagare l'affitto.

Un capitolo a parte è dedicato alle famiglie in difficoltà. È previsto un contributo regionale di solidarietà che copre le spese di canone e servizi per i nuclei familiari indigenti, con uno stanziamento triennale di 55 milioni di euro. Ci sono incentivi urbanistici per realizzare nuovi alloggi da destinare a servizi abitativi pubblici e sociali con l'azzeramento del contributo sul costo di costruzione e la riduzione degli oneri di urbanizzazione.

Il relatore Carlo Malvezzi (Ncd) sottolinea come la legge consideri «le politiche abitative come politiche sociali e non politiche edilizie» e che «il progetto di legge non porterà nessun aumento del canone». Inoltre, aggiunge Malvezzi, «il provvedimento introduce il mix abitativo,che vedrà gli alloggi abitati da anziani, famiglie di nuova formazione, famiglie monoparentali, disabili e forze di polizia».

La legge ha trovato forti opposizioni e non è piaciuta a tutti. I gruppi di minoranza, prima di votare contro, hanno presentato 200 emendamenti. Secondo Onorio Rosati del Pd, «è una legge sbagliata, che per certi versi complica il problema della casa. Non garantisce le risorse necessarie e non dà garanzia che agli inquilini sia richiesto un costo sopportabile». Il vicepresidente della Regione e assessore alla Casa, Fabrizio Sala, definisce la legge «una svolta storica». Aggiunge: «Chi la contesta non ha capito nulla e non abbiamo intenzione di lasciarci intimorire da nessuno. Andiamo avanti e fino in fondo».