"Contro i cantieri un ponte sugli scavi"

Proteste ma anche idee per limitare il caos dovuto all'opera

Proteste: ci sono state, ci sono e ci saranno. Ma ci sono anche proposte per sorvolare i disagi del cantiere della M4. I cittadini milanesi continuano a sperare in un dialogo con l'amministrazione e già si pensa a un ponte che sorvoli i lavori, per collegare via Borgogna a via Durini. «Un ponte simile a quello che si vede in una vecchia foto dei tempi di costruzione della M1. Se fu possibile cinquant'anni fa, a maggior ragione sarà fattibile oggi. Chiediamo al Comune un tavolo d'incontro per avviare questa iniziativa» dice Sandro De Bruno, uno dei quattro amministratori del The Brian Berry Building, dodici piani di «commerciale» nel cuore di San Babila.

«Tra poco avremo il risultato del Consiglio di Stato per quanto riguarda il parcheggio e siamo certi che ci darà ragione, tanto è vero che il Comune è ripartito con una nuova istruttoria, per cui i lavori potranno ripartire ma non prima di cinque o sei mesi. Vedremo i nostri avvocati in questi giorni, ma non credo che faremo azioni giuridiche contro la M4, essendo un'opera pubblica». Da quando è iniziato il cantiere del parcheggio il negozio di via Durini ha già perduto il 20% di incassi, proprio perché «il commercio si basa sulla visibilità. Non oso pensare cosa succederà per la M4, visto che è prevista persino la costruzione di sei silos, quindi la vetrina del negozio sarà in un certo senso sepolta. Per questo il tavolo di conversazione è indispensabile, e lo speriamo tanto. Chiederemo anche manifesti da poter affiggere sui silos o sulle paratie del cantiere».

Tutti sono d'accordo che la linea Blu, pronta per il 2022, sarà una risorsa per Milano, ma è indubbio che oggi si cerchi di limitare il disagio per tutti: passanti, che non debbano fare un chilometro e mezzo per camminare in due vie limitrofe, come via Borgogna e via Durini, commercianti, residenti e soprattutto turisti abituati a trovarsi in città europee dove l'espressione «lavori in corso» non fa rima con «pronto soccorso».

Alle 21 di ieri si è riunito per la prima volta dopo le elezioni il consiglio di Zona 1 ed è fatale che uno dei punti all'ordine della «sera» fosse proprio il tema della metro. «Per quanto mi riguarda farò proposte che possano andare incontro ai negozianti. Si deve agire sulle tasse comunali. Penso a una riduzione della Cosap, il canone per l'occupazione di spazi e aeree pubbliche, oppure al canone sui rifiuti. E' vero che la metropolitana è necessaria, ma è altrettanto vero che è nostro dovere andare incontro a chi lavora» dichiara Filippo Yarach, capogruppo di Forza Italia nella neozona. Un quinquennio di cantiere aperto in effetti è un'impresa alquanto vorace, come è stata vorace questa metro nei confronti del verde milanese, visti gli alberi caduti. La linea che collega San Cristoforo a Linate fa discutere la città e metterà alla prova l'amministrazione Sala su quel particolare che ha fatto segnare il pollice verso sull'amministrazione Pisapia: il mancato dialogo tra cittadini e potere, quel dettaglio che tra l'altro ha fatto nascere in altre città il voto di protesta, voto di protesta mancato a Milano grazie anche alla sua ricchezza. Si spera che i commercianti siano ascoltati.