Contropiede del Milan Così si riapre la partita

Lo studio Vitali sembrava avere il favore del cda Mossa vincente l'aumento dell'offerta economica

Il contropiede del Milan vale 3,950 milioni di euro all'anno - 450mila euro in più ogni dodici mesi, dunque 27 milioni per i sessant'anni di concessione - e la presa in carico di tutti i costi di bonifica delle aree. Senza limiti di copertura. L'offerta arrivata ieri mattina negli uffici di largo Domodossola, a poche ore dal comitato esecutivo di Fondazione Fiera e dal consiglio generale convocati per assegnare i terreni del Portello occupati dagli ex padiglioni 1 e 2, ha sparigliato per l'ennesima volta le carte. E richiesto un supplemento di istruttoria, anche se sono passati almeno cinque mesi dalla consegna delle buste e la gara per le aree si è ridotta a un derby tra il nuovo stadio tecnologico del Milan, interrato per 15 metri e alto trenta con liceo a indirizzo sportivo, un hotel e spazi gioco per i bimbi e la «Milano Alta» del gruppo Vitali-Stam, una passeggiata green sul modello dell' higline milanese con planetario, strutture per concerti, sport, eventi e anche in questo caso un albergo.

La controfferta dei rossoneri ha riaperto la partita. Voci interne al cda assicurano che il progetto verde, più veloce da realizzare e con un percorso senza ostacoli da parte del Comune per eventuali varianti urbanistiche, avrebbe vinto ai voti. Ma Fiera guarda alla potenzialità economica nell'immediato e a lungo termine e non solo all'aumento di affitto. I dubbi tolti dal club sulla totale assunzione dei costi per le bonifiche hanno portato il Milan Stadium in una posizione di vantaggio. Un progetto «sponsorizzato» anche dal governatore Roberto Maroni che ieri ha incontrato il presidente della Fondazione, Benito Benedini, prima delle sedute fiume in Fiera. La prima, quella del comitato esecutivo, ha avuto un anticipo alle 12 ed è durata ufficialmente dalle 14.30 alle 17, poi un paio d'ore di consiglio generale con pareri equamente divisi tra i membri sulle due proposte in gara, infine una coda del cda che ha deciso di rinviare la decisione. Solo di un giorno: il Milan aveva fissato l'ultimatum dell'8 luglio per l'offerta e Benedini ha fissato la seduta già per oggi all 18. Tempo che servirà per approfondire la volontà del gruppo Vitali di sostenere un ulteriore rilancio che allinei le offerte economiche. La società assicura di avere già numerosi contatti istituzionali e finanziari per rafforzare la propria offerta. Il Milan invece punta alle garanzie sui tempi.

Il timore è che il club possa impegnarsi già da gennaio a pagare l'affitto, ma i cantieri possano rimanere fermi a lungo. Lo staff di Barbara Berlusconi dovrà avviare una trattativa col Comune sull'acquisto di una porzione di 8.500 metri quadrati per portare la capienza dell'impianto da 42mila a 48mila posti e il parere sul progetto dovrà passare dal consiglio comunale, dove la sinistra annuncia già barricate. Anche a scopo elettorale. Oggi comunque, a meno di sorprese, dovrebbe finalmente arrivare la fumata bianca.

Nel comunicato ufficiale la Fondazione conferma di aver dato mandato al presidente Benedini di «incontrare nuovamente e senza indugio i due concorrenti per ottenere una risposta definitiva ed esauriente ai punti che a tutt'oggi risultano ancora non definiti», impegnandosi a concludere «nel minor tempo possibile» la trattativa finale. «La qualità dei progetti e l'importanza dell'area cittadina interessata – sottolinea Benedini - esigono che, anche in questa fase finale, Fondazione Fiera dia priorità alla tutela del proprio patrimonio e del corretto e trasparente rapporto con il territorio e il mercato».