Contrordine compagni: Rizzi resta in Forza Italia

Otto giorni fa aveva lasciato di stucco anche i compagni di squadra a Palazzo Marino. Il capogruppo di Forza Italia Alan Rizzi era salito sul palco accanto al vicepremier Angelino Alfano e al ministro Maurizio Lupi durante la presentazione del Nuovo Centrodestra al nord per annunciare il salto nel nuovo partito. Una decisione «sofferta» aveva detto, proprio nel giorno in cui vent'anni prima, il 14 dicembre del 1993, si era iscritto a Fi. Una scelta «solo di pancia», secondo i colleghi in Comune. Solo qualche settimana prima Rizzi aveva dichiarato a Roma di voler restare nel partito rifondato da Silvio Berlusconi. E pare che abbia iniziato a ripensarci la sera stessa, dopo aver parlato con gli alti dirigenti di Fi. Per giorni ha vagato in consiglio comunale raccontando di «non mangiare da giorni». Venerdì durante la battaglia in aula sul Bilancio non si è visto, ad alimentare il giallo un particolare non piccolissimo: a distanza di oltre una settimana nessuno ha visto ancora le sue dimissioni da capogruppo. E probabilmente non le scriverà mai. Se servisse un'ultima spinta a riportarlo sulla vecchia strada, c'è l'appello del consigliere di Fi Pietro Tatarella. «Siccome si è creato il caso, tutti si chiedono dove è sparito Rizzi - premette - io personalmente devo dire che sono molto dispiaciuto di quanto è successo. Con lui capogruppo è iniziato un percorso politico importante, il suo intervento alla conferenza stampa di Ncd ha spiazzato tutti e mi sento di fare ad Alan un ultimo appello affinchè decida di rimanere in Forza Italia a fare il capogruppo, è stato scelto in modo unanime è un momento di sbandamento non cambia nulla. Ha toccato temi che molti di noi condividono, c'è un po' di disagio ed è inutile nasconderlo, ma è più opportuno cambiare dall'interno il partito invece di pensare che le risposte si trovino in altre formazioni politiche». Ma insiste sulla scelta fatta più di pancia che di testa. «L'ho trovato scosso dal punto di vista personale - riferisce - e penso abbia fatto bene a dialogare con il ministro Lupi in questi mesi, ma credo che l'invito a quella conferenza stampa sia stato dettato più dal rapporto di amicizia tra loro che da motivazioni politiche, gli altri hanno una loro storia politica e hanno fatto una scelta consapevole. Ma lui torni a seguire il suo percorso, è il momento di prendere in mano insieme il partito, la classe dirigente di Milano è quella presente in aula a Palazzo Marino, persone giovani con entusiasmo ed esperienza. Anzi, lo invito ad essere promotore del dialogo con il ministro e quella parte politica perchè, nonostante abbia cambiato partito, rimane uno dei possibili protagonisti della prossima campagna elettorale a Milano». La spaccatura nel centrodestra, detta in altri termini, potrebbe non incrinare la sua candidatura a sindaco nel 2016 di cui si parla da tempo. «Personalmente - sostiene Tatarella, sarei ingiusto a dire che non va più bene perchè ha fondato un altro partito nel centrodestra». Una battaglia per riprendersi Milano che dovrà vedere unito tutto il centrodestra, ma «parlando con la gente e vedendo la gestione della giunta Pisapia, penso che siamo pronti a riportare “a casa“ tanti elettori che nel 2011 hanno votato il centrosinistra, aver perso il governo della città è uno shock che ha fatto bene anche a noi, non ripeteremo gli errori del passato, dobbiamo fare sintesi e prepararci al meglio per il 2016».
Rizzi dovrebbe sciogliere le riserve oggi, la campagna acquisti di Alfano sta per perdere un pezzo. Ncd in Comune conta ora tre consiglieri e da regolamento sono sufficienti a formare un gruppo autonomo. Capogruppo è Marcovalerio Bove, di «area Podestà» ossia vicino al presidente della Provincia, il ciellino Matteo Forte e Carmine Abagnale.