Copioni sovversivi con il marchio De Filippo-Pasolini

All'Elfo debutta un classico di Eduardo con gli Stabili di Genova e Napoli. Al Piccolo Studio c'è «Calderon»

Antonio BozzoEduardo De Filippo e Pier Paolo Pasolini nella settimana teatrale: la parte del leone è la loro, e se i due potessero volare sopra Milano, come gli angeli di Wim Wenders sopra Berlino, certo sorriderebbero di soddisfazione. Il sindaco del rione Sanità di Eduardo è all'Elfo Puccini (dall'8 al 25 febbraio), con regia di Marco Sciaccaluga ed Eros Pagni mattatore, oltre a una bella squadra di 14 attori. Encomiabile lo sforzo degli Stabili di Genova e di Napoli, che hanno prodotto lo spettacolo presentato al Napoli Teatro Festival nel 2014, trentesimo dalla scomparsa di De Filippo. «Il sindaco» venne composto da Eduardo nel 1960, e descrive le vicende di un capo camorra, uomo sopra le parti che raddrizza torti e pacifica chi è in conflitto. Lo spezzino Pagni, attore di lunga e onorata carriera, ben si cala nei panni di un napoletano: i giudizi della critica sono stati molto favorevoli, per lui, la regia e gli attori tutti.Grandi aspettative, al Piccolo Teatro Studio, per Calderón di Pier Paolo Pasolini, in scena dal 9 al 21 con regia di Francesco Saponaro. Che parla di «copione sovversivo», il primo di Pasolini destinato al teatro: tratta le varie vite di Rosaura (aristocratica, prostituta, piccolo borghese) nella Spagna franchista. Il testo è degli anni Sessanta, il Calderón del titolo è riferimento a «La vita è sogno» dell'autore seicentesco. Prodotto da Teatri Uniti, con Università della Calabria, il lavoro ha obbligato Saponaro a sintonizzarsi su vari livelli di linguaggio scenico, fino a un liberatorio flamenco della libertà.Mentre al Parenti va in scena (9 febbraio-6 marzo) Il ballo, ideato e interpretato da Sonia Bergamasco, dal romanzo di Irène Némirovky, in Sala Fassbinder dell'Elfo Puccini, nelle stesse date, si vede Harper Regan. È la storia di «due giorni nella vita di una donna» (recita il sottotitolo), raccontata dal drammaturgo inglese Simon Stevens, da noi sconosciuto o quasi. Il regista Elio De Capitani si è messo in testa di farcelo conoscere, cominciando appunto da questo lavoro, che debuttò nel 2008 in Gran Bretagna. Harper Regan, interpretata da una perfetta Elena Russo Arman, è una quarantenne intorno alla quale giostrano nove personaggi, dalla madre al marito ad altri uomini. Un viaggio di andata e ritorno della donna, verso il padre morente, è occasione per ripercorrere luci e ombre di una vita. Da non perdere, sempre all'Elfo Puccini (sala Bausch, dal 9 al 14 febbraio), Ore d'amore, drammaturgia del siciliano Rosario Lisma, regia e interpretazione di Nicola Stravalaci e Debora Zuin. Lo spettacolo, terzo appuntamento delle «Nuove storie», è imbastito su otto scene di una notte in una coppia che scoppia. Una lezione d'amore possibile.