Coppia dell'acido, seconda condanna per Alex e Martina

A Boettcher 14 anni, alla Levato i giudici li hanno ridotti a 12

Luca Fazzo

Colpevoli erano mesi fa, quando filavano d'amore e d'accordo nonostante la separazione forzata. E colpevoli restano oggi che si rimpallano la responsabilità di aver ideato le aggressioni all'acido, e l'unico elemento che drammaticamente li unisce è il piccolo Achille, il figlio nato l'agosto scorso. Per la Corte d'appello di Milano non ci sono dubbi, furono Alex Boettcher e Martina Levato ad aggredire in via Carcano, tre giorni prima della fine del 2014, Pietro Barbini, rovinandogli la vita per sempre. Dopo una camera di consiglio inaspettatamente lunga, la Corte presieduta dal giudice Fabio Tucci ieri conferma per Boettcher la condanna a quattordici anni che era stata inflitta in primo grado, concedendo a Martina solo una riduzione di due anni, da quattordici a dodici: forse per il suo atteggiamento processuale, che nelle ultime settimane la ha portata a cambiare versione; o forse perché alla fine i giudici si sono convinti che il vero leader, negli equilibri perversi della coppia, fosse Alex; e che di questa disparità di ruoli si dovesse tenere conto al momento di stabilire le pene.

Decisiva nel convincere i giudici a non fare sconti a Boettcher è stata la perizia medica disposta due settimane fa, e che ha purtroppo confermato i danni irreparabili subiti dagli occhi di Barbini. Investito in piena faccia dall'acido lanciato da Martina, lo studente ha subito lesioni alla vista che inizialmente sembravano in via di miglioramento, e che ultimamente sono andati invece peggiorando. Di fronte alla crudeltà di un simile agguato, non deve destare stupore che ai due autori venga riservata una condanna più severa di quella che viene a volte inflitta in casi di omicidio.

L'aggressione a Barbini fu l'ultima impresa della coppia ma la prima a venire scoperta: Boettcher venne fermato in flagrante, dopo essere stato immobilizzato dal padre della vittima; la Levato fu catturata a casa poco dopo. Nelle settimane successive, vennero a galla le imprese precedenti: l'agguato a Stefano Savi, preso di mira per un errore di persona, e quello da Giuliano Carparelli. Per questi due episodi, Alex e Martina sono stati condannati in primo grado rispettivamente a 23 e 16 anni.

Inchiesta e processi condotti a ritmi da record dal pm Marcello Musso, ma anche dalla meticolosa indagine di Musso una risposta non è arrivata: c'erano altre vittime nei piani della coppia dell'acido, se non fosse stata bloccata dalla cattura in diretta di Barbini? E, soprattutto, ci sono altri membri ancora liberi, esisteva - come alcuni indizi emersi nell'inchiesta fanno supporre - una setta di vendicatori folli che ruotava intorno a Alex e Martina, e che in parte è tuttora in grado di agire? Una risposta potrebbero darla solo loro, il giorno in cui il peso del carcere sarà troppo greve per continuare a tacere o a mentire.