Coppie di fatto, indietro tutta Pisapia non firma il registro

Brutta sorpresa per Vladimir Luxuria. L’ex parlamentare del Prc approdata all’Isola dei famosi giorni fa decantava Giuliano Pisapia. «Tutti i primi cittadini dovrebbero assumersi la responsabilità di rappresentare tutta la cittadinanza» e «Pisapia non solo tiene fede a un impegno preso durante la campagna elettorale, ma si dichiara anche sindaco di tutte le coppie conviventi che vivono in Italia». Già, perchè Luxuria, con la deputata Pd Paola Concia e l’Idv Franco Grillini, lancerà domani da Palazzo Marino il progetto di iniziativa popolare per il riconoscimento delle coppie di fatto, iniziativa voluta dalle associazioni che si occupano di diritti civili e firmata dai partiti. Per lanciare la proposta di legge serviranno 50mila firme e Pisapia testimonial sembrava il trampolino di lancio perfetto per la raccolta. Del resto, il suo benvenuto al Papa a Milano è stato un intervento a Radio Popolare in cui ribadiva netto che Milano avrà il registro delle coppie di fatto entro fine anno, «se non lo fa il consiglio comunale ci penso io». Regista della liason tra sindaco arancione e l’operazione nazionale di Luxuria è stato il consigliere comunale di Sel Luca Gibillini. Ma vuoi il richiamo del Pontefice alla famiglia fondata sul matrimonio, l’intervista del vicesindaco Maria Grazia Guida su Avvenire contro il registro delle coppie gay, le prese di distanza dell’ala cattolica, dal consigliere Pd Andrea Fanzago (che si asterrà dal voto in aula quando sarà il momento) e ieri dell’assessore Marco Granelli, Pisapia ha fatto un passo indietro. Milano avrà il registro entro fine anno, «quello che dovevo dire l’ho detto davanti al Papa» ha ribadito ieri con tono infastidito. Ma nessuna firma su un progetto di registro gay nazionale, se passerà dalla Sala Alessi sarà per portare un saluto da padrone di casa. Se.
L’assessore Granelli, cattolico del Pd, sposa la posizione del vicesindaco. «Con il registro delle unioni civili si individuano dei riconoscimenti per le unioni che però non sono famiglie. Già il Dpr del 1989, che indica come gestire l'anagrafe firmato da Cossiga, include nella definizione di famiglia anagrafica tutte le unioni. Quindi di fatto all'anagrafe il registro esiste già». Una coppia gay «non può essere una famiglia, giusto pensare ai diritti dei conviventi ma altro è la famiglia riconosciuta dalla Costituzione, con il matrimonio tra un uomo e una donna». Gibillini si infuria e interroga gli amici di Facebook: «Ma scusate, uno ha un programma elettorale, lo sottoscrive, si candida, vince, e poi mette in discussione un punto importante del programma elettorale? E no, non si fa così!».
Assiste divertito il Pdl. «L’effetto della visita del Papa - ironizza il consigliere Riccardo De Corato - sta avendo ripercussioni sulla giunta di sinistra. Dopo che la Guida e Granelli si sono smarcati e Fanzago con imbarazzo ha annunciato l’astensione sulla delibera, persino la consigliera Anita Sonego» tra i main sponsor del registro comunale, «chiede aiuto al centrodestra perchè ha intuito che potrebbero arrivare altre defezioni dall’ala cattolica del Pd. E il sindaco si innervosisce e fa trapelare che forse non parteciperà all’incontro con Luxuria». Da sottolineare che l’imbarazzo sul registro non colpisce solo Milano. Piero Fassino, sindaco di Torino che è stato capofila nell’istituzione sotto la giunta Chiamparino, ieri a Palazzo Marino non ha voluto rilasciare commenti sul tema: «Oggi si parla solo del festival Mi-To». Salvo dilungarsi senza problemi su trasporti e Imu.