«Coppie di fatto, togliamo la parola famiglia»Trattative e aperture sul registro

Pronte a togliere la parola «famiglia anagrafica» dal testo pur di accelerare sul registro gay. Le due presidenti della Commissione comunale che ieri al terzo tentativo ha licenziato il regolamento, Anita Sonego (Sinistra x Pisapia) e Marilisa D'Amico (Pd) garantiscono che se l'opposizione presenterà un emendamento «lo accoglieremo sicuramente, scriveremo solo unioni civili». La volontà è di approvare il testo entro la fine di luglio ma c'è già lo scoglio dei 9 consigli di zona (devono prima votare il parere non vincolante perchè Palazzo Marino possa aprire il dibattito) e il centrodestra in Comune minaccia anche questo volta un pacchetto di emendamenti. Persino la Sonego, che definisce «irrinunciabile un rito collegato all'iscrizione al registro» accetta di parlarne dopo: aprire il dibattito anche sulle nozze gay rischierebbe di tenere i consiglieri a Palazzo tutto agosto. E sottolinea persino la capogruppo della sinistra radicale come «finalmente facciamo una cosa che era scritta nel programma elettorale». Qualcosa di sinistra, dopo l'infilata di tasse e la vendita Sea. Andrà diviso il Pdl. Almeno in 5 voteranno sì al registro chiedendo qualche modifica (De Pasquale che propose già un testo nel '99, Gallera, Tatarella, Pagliuca e Vagliati). Il leghista Lepore paventa il «rischio di iscrizioni “truffa“, per ottenere vantaggi riservati oggi a coppie sposate». La Lega ha proposto un fondo da 2 milioni per il sostegno affitto ai padri separati e per anticipare l'assegno di mantenimento alle madri che non lo ricevono dal marito. Almeno 100mila le coppie separate in provincia.