Per coprire il buco Expo usano i soldi anti Seveso

L'audizione non scioglie gli interrogativi sui conti E il Pd cerca di tenere i giornalisti fuori dall'aula

Chiara CampoL'operazione trasparenza sui conti Expo parte con i giornalisti scortati dai vigili fuori dalla sala Commissioni. Un trattamento di favore dei renziani al candidato alle primarie del Pd, che diventa un nuovo motivo di polemica. Effetto boomerang. Scattano botta e risposta, dal centrodestra e anche da parte della sinistra radicale, alla fine la stampa riesce ad essere presente all'attesa seduta con il commissario Giuseppe Sala sul Bilancio del 2015. Tanto attesa, ma la riunione finisce per alimentare nuovi dubbi più che toglierli. Una buona fetta della maggioranza esce delusa, alla richiesta di molti dati (dai subappalti all'entità dei crediti da riscuotere all'estero) il manager si limita a rispondere che invierà i dati. Si scopre invece che 27 dei circa trenta milioni di euro che erano destinati al progetto poi non realizzato delle Vie d'acqua, che la società avrebbe dovuto utilizzare per l'emergenza Seveso, sono stati invece usati per «la partecipazione superiore al previsto ai costi di Palazzo Italia». Giusto due giorni fa il candidato Sala era in zona 9, la più collassata dalle piene del Seveso, a garantire che «non si deve perdere neanche un giorno nella realizzazione del piano di sistemazione delle acque».Il manager non cede a provocazioni e dubbi del centrodestra e di Sel. «É una grossa incognita capire oggi se a giugno chiuderemo il Bilancio in utile o perdita, tra contenziosi aperti, la partita Arexpo sulle bonifiche, e stiamo festeggiando per 14,2 milioni di patrimonio netto ma un documento della Corte dei Conti del 2013 conteneva una previsione fatta dalla società di 135 milioni». In tutti i bilanci replica Sala «quello che conta è il patrimonio netto finale, ed è in positivo anche se alla società sono mancati il contributo da 58,6 milioni della Camera di commercio e 7,4 milioni dalla Provincia. Oltre a spese extra per 102 milioni che abbiamo chiesto al governo di coprire senza ricevere ancora riposta». Parla (ad esempio) dei sistemi di sicurezza rafforzati dopo gli attentati di Parigi, «su richiesta della prefettura», circa 14 milioni in più, o 7 milioni per i volontari, 15 per i parcheggi aggiuntivi. Dei 21 milioni di biglietti venduti, ha riferito che 5,4 sono stati quelli serali da 5 euro (uno su 4). Manfredi Palmeri (Polo dei Milanesi) ha sottolineato che «sono stati spesi 185 milioni in comunicazione per incassarne 373 in biglietti, non ha senso». Dai rivenditori restano ancora da incassare 19,9 milioni. E dei crediti attivi all'estero le somme più ingenti (e a rischio) riguardano la Cina. Tutta aperta la partita delle bonifiche dei terreni che entro giugno società Expo dovrà restituire ad Arexpo. Un incontro fissato entro fine settimana dovrebbe chiarire le posizioni, ballano 72 milioni di euro (anche se Sala insiste sui 75 che invece Areaxpo dovrebbe versare per il valore acquisito dai terreni dopo l'Esposizione e le aree espropriate che ne aumentano l'estensione). E ad oggi i crediti netti relativi ai ricavi diversi e alle sponsorizzazioni ancora da incassare ammontano a circa 51,4 milioni, per i quali la società ha deciso di accantonare un fondo rischi per 14 milioni. «Credo che la società abbia operato bene sotto la mia gestione, e non ho motivi per credere che ci saranno buchi in futuro a carico del Comune» dice Sala. Tempo al tempo. Una nota sugli incarichi senza gara: «Al Comune ne abbiamo dati per 70 milioni, circa 37 alla Regione, a Fiera 45 milioni, 17 all'esercito, 16 a Italferr, 5 alla Triennale». É notizia di ieri infine che anche la presidente Diana Bracco dal primo febbraio lascerà il cda Expo. Sala aveva riferito «solo dal padiglione Italia» ma l'addio è totale.