«Corruzione» Per Formigoni chiesto il processo

Luca Fazzo

Non sono ancora state depositate le motivazioni della sentenza che lo ha condannato a sei anni, e la Procura chiede per Roberto Formigoni un altro processo. Anche questa volta l'accusa è di corruzione, e anche qui tutto ruota intorno al sistema sanitario lombardo all'epoca in cui Formigoni era presidente della Regione.

Mentre il processo già finito in primo grado aveva al centro i rapporti tra Formigoni e il lobbista Pierangelo Daccò, qui l'ex governatore è accusato di avere aiutato - con meccanismi sostanzialmente simili - un altro lobbista, l'ex consigliere regionale Gianluca Guarischi, che premeva per l'acquisto in ospedali pubblici delle apparecchiature elettromedicali di un suo cliente. In cambio di delibere che agevolavano gli acquisiti, Formigoni è accusato di avere ricevuto da Guarischi regali per un valore di circa quattrocentomila euro: in contanti per due tranche (85mila e 95mila euro), il resto in orologi, vacanze e passaggi aerei.

L'inchiesta sui rapporti tra Guarischi e Formigoni nasce da uno stralcio della indagine sulla corruzione in Expo, che aveva portato all'arresto dell'ex democristiano Gianstefano Frigerio, e tramite lui ad esplorare una serie di appalti della sanità pubblica. Formigoni era stato raggiunto da avviso di garanzia e nel marzo 2015 la Procura gli aveva comunicato la chiusura delle indagini preliminari. L'ex assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, che era pure lui indagato, ha chiesto di farsi interrogare e al termine dell'esame il pm ha chiesto l'archiviazione delle accuse a suo carico.

Invece per Formigoni (che non si è mai fatto interrogare) e altri indagati, tra cui il suo ex sottosegretario Paolo Alli, il pm Fusco ha chiesto il rinvio a giudizio, che verrà esaminato prossimamente dal giudice preliminare Alessandra Del Corvo.

Nel frattempo Gianluca Guarischi è stato processato a parte ed è stato condannato a cinque anni di carcere per corruzione, cioè per i soldi e i regali che avrebbe fatto avere a Formigoni. La condanna è stata recentemente confermata anche in appello. Secondo l'accusa Guarischi avrebbe così ottenuto che la Regione sbloccasse i finanziamenti all'ospedale di Cremona per l'acquisto di un acceleratore lineare per i malati oncologici prodotto dalla ditta Hermex.