Corsi internet ai nonni per affittare con Airbnb: gli albergatori in rivolta

Il Comune fa lo spot al colosso dell'accoglienza fai-da-te Confcommercio attacca: «A rischio molti posti di lavoro»

Doppio spot. Foto con stretta di mano tra l'assessore al Lavoro Cristina Tajani e il country manager di AirBnb Italia, Matteo Stifanelli, e l'accordo di programma approvato ieri dalla giunta. Il Comune tira la volata al colosso dell'affitto in condivisione. AirBnb è diventato un fenomeno a livello planetario. C'è chi offre on line la seconda casa o la stanza libera. Un sistema (anche) per arrotondare lo stipendio. Se gli incassi degli hotel nei 6 mesi Expo sono stati sotto le aspettative, parte della causa è imputata proprio alla diffusione della casa in «sharing», parola che dalle biciclette all'auto all'ufficio, sta spopolando (con la benedizione di Palazzo Marino). L'accordo approvato ieri, se ancora non ha risolto quella che è la questione clou - il versamento della tassa di soggiorno per chi affitta casa attraverso la piattaforma web, equiparando i proprietari e gestori di hotel e b&b - ha messo invece le basi perchè questo modello di offerta «pseudoalberghiera» si sviluppi ancora in futuro. L'accordo prevede ad esempio che AirBnb promuova e finanzi dei corsi di alfabetizzazione digitale - come utilizzare il sito web - ad anziani e fasce deboli. Così potranno mettere a disposizione spazi liberi e guadagnare dall'affitto (anche «aprirsi all'incontro con persone provenienti da tutto il mondo», la motivazione dal Comune). Il colosso si impegna, in collaborazione con il Comune, a trasmettere agli inscritti informazioni utili per i visitatori (sui trasporti pubblici, musei ecc) durante fiere e grandi eventi. E realizzerà studi e ricerche sull'impatto economico di questa forma di accoglienza turistica sulle altre realtà commerciali. Ancora da definire si diceva l'aspetto fiscale: secondo la nuova legge regionale sul turismo i titolari dovranno versare la tassa di soggiorno. Per il Comune dovrebbe gestirla direttamente AirBnb. Lo spot del Comune ieri è stato fonte di polemiche da parte degli albergatori di Confcommercio. Per il presidente di Apam Maurizio Naro «alcune condizioni e regole fondamentali, di sicurezza e sanitarie ad esempio, che si applicano agli alberghi vanno rispettate da tutti i soggetti sul mercato. Alle istituzioni locali diciamo che favorire acriticamente la “sharing economy“ pensando, così, di sostenere la creazione di microimprese, è un errore. Il turismo è tra i settori a più alta intensità di mano d'opera, è importante garantire i livelli occupazionali messi a rischio dall'incontrollato proliferare del sommerso».

E in tema do sharing: l'assessore alla Mobilità Pierfranceco Maran a marzo dovrà presentare il nuovo bando per le auto in condivisione, e ritiene che «la nuova sfida sarà offrire un servizio che consenta di allungare le distanze di percorrenza», conveniente il weekend. Ma dipenderà soprattutto dagli operatori. Ai 6 in campo nel 2016 dovrebbe aggiungersi DriveNow del gruppo Bmw. E una sfida sui costi l'ha lanciata ieri «Share'ngo», primo car sharing elettrico: le sue Equomobili si possono affittare a 6 euro all'ora.