Corsico, niente mensa per 80 bambini Scade l'ultimatum alle famiglie morose

Il Comune nega il servizio a chi ha debiti Il sindaco: «Lo avevamo detto un mese fa»

Il sindaco di Corsico Filippo Errante lo aveva detto chiaramente: niente mensa per i bambini morosi. Le famiglie hanno avuto il tempo per mettersi in regola. Chi non lo ha fatto, da oggi dovrà rinunciare davvero al servizio. Sono un'ottantina le famiglie escluse dalla mensa, così come definito al momento della sottoscrizione dell'accordo del 28 gennaio scorso. Dopo i solleciti del Comune, «più di una trentina di famiglie ha deciso di non accogliere l'invito ad aderire a un piano di rientro del debito accumulato e di versare la quota mensile dovuta, in base alle proprie capacità di reddito». Oltre a queste, una cinquantina di persone, su 179 che avevano sottoscrittola rateizzazione, non ha versato la seconda rata. Complessivamente, quindi, secondo il Comune di Corsico, un'ottantina di famiglie non potrà usufruire del servizio di refezione scolastica a partire da questo mezzogiorno. «Avevo detto chiaramente - sottolinea il sindaco Filippo Errante - che la linea sarebbe rimasta immutata. Con i dirigenti scolastici e il provveditore avevamo concordato un mese per fare verifiche puntuali sulle situazioni rimaste ancora aperte. E già in quell'occasione avevo anticipato che chi non accoglieva il nostro invito sarebbe stato escluso dal servizio. Così come coloro - prosegue il primo cittadino - che non avessero rispettato gli accordi presi, versando regolarmente quanto concordato».Dalle verifiche, sono risultate poco più di una trentina le famiglie che non hanno regolarizzato la propria posizione. Mentre coloro che hanno violato il patto, non versando la seconda rata, sono una sessantina. Quindi non potranno accedere al servizio fin da oggi». «Rispetto agli importi, secondo i dati in possesso degli uffici, risultano poco più di 250mila gli euro incassati. Sono stati sottoscritti piani di rientro per circa 420mila euro, mentre una novantina sono imputabili a persone che non hanno aderito ad alcuna proposta dell'ente e circa 500mila euro a famiglie con figli che hanno terminato il ciclo scolastico. Per queste ultime, sono state attivatele procedure di recupero coattivo, iniziando con il fermo amministrativo, fino alla trattenuta di un quinto dello stipendio». Ammonta invece a circa duemila euro la somma raccolta attraverso il conto corrente istituito dai «commercianti e artigiani centro storico e vie limitrofe».