Il corteo diventa «rave»: anche i vigili dicono no al lassismo

Una serata da incubo in Forlanini per la Street parade: balli e bevute fino a tardi, auto ferme e gente infuriata

Ancora una volta automobilisti furibondi. Cinque chilometri di percorso nel centro di Milano alle 5 di un sabato pomeriggio e dieci carri ognuno dedicato a un genere musicale. Come si dice in questi casi, 10mila per gli organizzatori ma molti meno per la questura alla prima Street parade organizzata da Intellighenzia electronica. Perché il problema diventa sempre di più la necessità di conciliare la res publica, la cosa di tutti con il diritto a manifestare. E anche su questo chi ha il compito di concedere le autorizzazioni ai cortei e magari prima avrebbe il dovere di verificare con scrupolo la legittimità delle richieste, potrebbe cominciare a fare qualche riflessione.

Perché un conto è difendere i posti di lavoro di aziende in crisi, le rivendicazioni di diritti o la celebrazione di ricorrenze e magari perfino gli studenti in cerca di una problematica autocoscienza politica, un altro sono le carnevalate che si arrogano il diritto di bloccare la città. Per niente. Perché già nel «manifesto» dell'evento che sabato ha mandato in tilt il traffico e il sistema nervoso di automobilisti e agenti della polizia locale, si leggeva che «obiettivo è proseguire la festa fino a notte».

Non molto per giustificare il disagio provocato da una sfilata che va dalla Stazione Centrale al parco Forlanini «tra arte, musica e show improvvisati» per riunire gruppi artistici, band, giovani appassionati di musica. «La coloratissima, inedita sfilata ha come scopo sottolineare l'esigenza di spazi in città per l'arte, l'intrattenimento e l'aggregazione giovanile». Ancora troppo poco per capire perché il diritto di tanti a muoversi e a vivere in una città civile, debbano essere conculcati dal divertimento di pochi.

E poi chi sono questi pochi? Per capirlo basta navigare nel profilo Facebook che ieri diligentemente postava un video per documentare l'impresa. Cos'è Intellighenzia electronica? «Qualcosa. Qualcosa che mette insieme tante persone», rispondeva uno dei partecipanti. Non abbastanza per bloccare via Vitruvio, via Plinio, via dei Mille, corso Plebisciti, piazzale Susa, via Marescalchi e il cavalcavia Buccari. Perché nessuno può vietare di suonare musica e di ballare, ma che bisogno c'è di farlo per le vie del centro? Ci sono tanti spazi aperti, tante aree pronti ad ospitarli dove non si dà fastidio a nessuno.

A meno che l'unico modo per farsi notare non sia proprio dare fastidio. Perché se davvero si ha qualcosa di importante da dire, lo si può fare in spazi dove manifestare un proprio diritto non confligga con quello altrui ad avere un'esistenza normale. Così come questa volta fanno notare anche gli agenti della polizia municipale costretti sabato pomeriggio ad un superlavoro. E che ieri mattina mettevano sul profilo Facebook del sindacato Cisl l'indignazione per aver dovuto ancora una volta fare da scudo all'ira degli automobilisti indignati. E ponendo il problema di quanto costi di straordinari un pomeriggio così a un Comune che per risparmiare taglia i sussidi agli handicappati o le domeniche a piedi.

E poi, tanto per gradire, il corteo è finito al parco Forlanini dove il tutto è andato avanti fino alle 5. Con il mattinale della polizia che ha dovuto registrare la rapina di una collanina d'oro a un giovane colpito in faccia con una bottigliata.