Corvetto fra Prada e coltellate

Tutte le contraddizioni di un quartiere Bronx, ma anche laboratorio del futuro

Kamale Harache poteva venire ammazzato solo in piazza Ferrara: perché in quel mosaico dai confini assai netti che è il Corvetto, per gli spacciatori arabi il luogo di affari e di ciondolamento è lì, la brutta piazza con al centro il mercato comunale. Lì i pusher nordafricani fanno quel che gli pare e nessuno gli pesta i piedi. Ma se si spostassero anche solo di due o tre isolati, verso piazzale Gabrio Rosa o via Romilli, si troverebbero come pesci fuor d'acqua. E dovrebbero fare i conti con altre etnie, italiani compresi, che non gradirebbero l'invasione di campo. A ridosso della ferrovia, che finora era il vero spartiacque, ha aperto la rutilante Fondazione Prada e il metrò sbarca frotte di turisti accaldati che affollano il leggendario Ristoro Tajoli fotografando increduli i menu del pranzo completo a undici euro.