«Così abbiamo inventato la Cinecittà della moda»

Tra i luoghi simbolo del «brand Milano» - che hanno reso la città internazionale per la moda e per il design - c'è Superstudio, epicentro di quella zona Tortona che da operaia è diventata fashion. L'avventura è cominciata 30 anni fa, figlia non di un freddo progetto urbanistico ma della storia personale di Gisella Borioli e Flavio Lucchini, da sempre coppia nella vita e nel lavoro. Era appunto la fine degli anni Settanta quando i due fondarono la casa editrice Edimoda che produceva unicamente testate dedicate al fashion made in Italy. «L'idea era quella di una Condè Nast italiana che facesse da controcanto ai grandi magazine internazionali» ricorda la Borioli che ne assunse la direzione, mentre il marito, che aveva già alle spalle la creazione delle più importanti riviste di moda italiane, era sia editore che art director. «Allora lavoravamo in una ex fabbrica di lampadari - dice la Borioli- e con noi già collaboravano alcuni tra i più grandi fotografi di moda, come Oliviero Toscani, Giovanni Gastel e Fabrizio Ferri. Proprio con Ferri avemmo l'idea di fondare una piccola Cinecittà della moda, per esigenze di spazio ma anche perchè c'era effettivamente un vuoto da colmare».
Così nel 1983 nacque Superstudio, una vera e propria cittadella dedicata alla fotografia di moda, ma anche un polo di servizi necessari a un pianeta che stava sempre più espandendosi. «La moda aveva bisogno di più spazi non solo per gli studi di posa ma anche per le sfilate, per i video e per gli eventi». La prima sede, quella «storica» fu in un complesso di capannoni in via Forcella, alle spalle di via Tortona, che ospitava fabbriche di biciclette, marmellate e depositi di merci. Cinquemila metri quadri circa trasformati in studi; altri 20mila furono ricavati in via Tortona con la nascita di Superstudiopiù. «Gli spazi non bastavano mai - sorride la Borioli - perchè nel frattempo cresceva la cosiddetta comunicazione avanzata e, oltre ai servizi fotografici divennero necessari anche i film».
Superstudiopiù e il più recente Superstudio13 iniziarono ad ospitare anche eventi e manifestazioni legati non più solo alla moda. Paradossalmente il vero boom avverrà con il design anzichè con la moda. Parliamo del famigerato Fuorisalone che, durante la settimana del Mobile, trasforma la zona in un quartiere di creatività. «L'idea iniziale di portare la fiera in città fu di Gilda Bojardi, direttrice di Interni. Noi però organizzammo qualcosa di diverso: non solo negozi addobbati ma veri e propri spazi espositivi ricavati negli ex capannoni industriali». Il progetto ha definitivamente trasformato un intero quartiere. Là dove c'erano industrie come l'Ansaldo, la General Electric, la Nestlè e la Bisleri nacquero spazi espositivi, studi di architettura, bar e ristoranti. Oggi Superstudio è un network che ospita una ventina di manifestazioni all'anno, tutte dedicate alla creatività. «Non ho mai voluto snaturare la sua identità - sottolinea la Borioli - e una volta ho detto di no ad una fiera di trattori».