«Così il Comune affossa la Fabbrica del Vapore»

I dubbi dei laboratori sul piano di Palazzo Marino Sfratto rinviato ad aprile

Maria SorbiIeri mattina i laboratori sfrattati dalla Fabbrica del Vapore hanno ricevuto una mail: una notifica del Comune che annuncia il rinvio della consegna delle chiavi non più alla fine di febbraio ma entro il 24 aprile. Un «contentino» per rabbonire gli animi in vista dell'incontro per presentare il nuovo bando. «In realtà è una presa in giro ulteriore» commentano le associazioni. Le perplessità degli artisti in via di sfratto sul nuovo bando sono parecchie. Loro, che ormai hanno attività consolidate che vivono di vita propria (e creano 3 milioni di profitto all'anno), potrebbero cedere il passo a start up che vanno finanziate. E i soldi li metterà il Comune di Milano, anche se non si capisce ancora quanto costerà l'operazione. «In sostanza - commenta Ranuccio Sodi a nome dei laboratori - la Fabbrica del Vapore verrà trasformata in un nuovo capitolo di spesa secondo una logica un po' troppo statalista che dà spazio al pubblico e lo toglie al privato». Al bando, che verrà pubblicato entro la prima settimana di marzo, potranno partecipare tutti, anche quelli che non hanno ancora costituito una società. E potranno occupare gli spazi per due anni, con un contratto rinnovabile fino al 2020. «Con queste cadenze - sostengono gli artisti dei laboratori - non si dà alcuna prospettiva a nessuno». A gestire la «direzione artistica» non sarà direttamente Palazzo Marino ma la Fondazione Milano. Ci sono 5mila metri quadrati in più a Milano a disposizione di associazioni, start-up e imprese disposte a progettare una nuova forma di aggregazione e di produzione culturale. Si tratta di 15 spazi di varie metrature, da 135 metri quadri fino a 865 metri quadri. «L'obiettivo è rendere la Fabbrica un punto di riferimento nell'ambito delle arti visive, come pittura, scultura, fotografia, scenografia, scenotecnica, costumistica, illuminotecnica; delle arti performative, come teatro, arti circensi, danza, musicali; audiovisivo-multimediali, come cinema, tv, documentario, videoreporter, radio, multimedia, fonica; di promozione e diffusione della cultura, editoria e comunicazione; e per la realizzazione di un archivio-biblioteca aperto al pubblico». Ma il Comune non sembra rendersi conto che per farlo sta per smantellare un «polo del design» che lavora in via Procaccini dal 2000. «È vero che la nostra concessione è in scadenza, ma prima di andarcene e di progettare la nuova Fabbrica del Vapore avremmo almeno voluto essere consultati per trovare una soluzione assieme» critica Ranuccio Sodi. «Il compito della pubblica amministrazione - sostiene l'assessore ai Giovani Chiara Bisconti - deve essere quello di mettere a disposizione di tutti coloro che hanno un'idea un patrimonio così importante. Il bando è infatti aperto a tutti».