Così la «cupola» puntava alla Lega

Non basterà la «sospensione cautelare» voluta dal governatore Roberto Maroni per i tre manager della sanità finiti nell'inchiesta per gli appalti su Expo e sanità della Cupola Frigerio-Greganti. Perché dopo l'allontanamento di Mauro Lovisari, Paolo Moroni e Patrizia Pedrotti e con un Maroni che continua a chiedere «discontinuità con il passato», la verità è che c'è tanta Lega nelle carte dell'ordinanza di custodia cautelare firmate dal gip Fabio Antezza. Oltre a Lovisari, dirigente in quota Carroccio voluto proprio da Maroni per incarichi di responsabilità, a spuntare dalle intercettazioni è anche il nome di Fabio Rizzi, il presidente della commissione Sanità a cui la Lega ha affidato la riforma del settore.
Un nome, quello di Rizzi, che compare nei verbali quando Frigerio incontra Giovanni Rodighiero e parla di una «accordo di non belligeranza» da fare con Hospital service. «Frigerio - si legge - dice che è andato a trovarlo Lovisari per l'appalto della sterilizzazione all'ospedale di Lecco». Il quale Lovisari, dice Frigerio, avrebbe detto di «essere contento del risultato», ma a questo punto c'è bisogno di intervenire presso la Hospital service. Frigerio sostiene che Lovisari gli avrebbe chiesto «un favore» presso «l'azienda che è arrivata seconda (quella abruzzese)». Secondo Frigerio Hospital service «è sostenuta molto dal presidente della commissione sanità della Regione, leghista (Fabio Rizzi, ndr)». E «Lovisari dice che bisogna stare attenti a evitare ricorsi al Tar. Frigerio consiglia allora un «patto di non belligeranza», perché «su altre cose ricambieranno».
In un altro passo datato 6 giugno 2013 Lovisari va da Frigerio per informarlo che Servizi ospedalieri «si era aggiudicata la gara “perché hanno fatto uno sconto strepitoso”». Comprensibile perché facilmente ammortizzabile vista la lunghezza dell'appalto. «Lovisari gli riferisce che i secondi classificati erano stati “caldeggiati” da Fabio Rizzi». E di fronte al fatto che la società ha già vinto una gara a Legnano, Frigerio aggiunge che «hanno avuto come protettore il Guarischi». Quindi, dice Lovisari, «Fabio (Rizzi, ndr) si sta muovendo non bene». Non bene, perché il Guarischi citato è quel Massimo Gianluca Guarischi ex consigliere regionale molto vicino all'allora governatore Roberto Formigoni e arrestato nel 2013 nell'indagine nella quale lo stesso Formigoni risponde di corruzione e turbativa d'asta. Insieme a un altro leghista come l'ex assessore alla Sanità Luciano Bresciani, il «medico» di Bossi. Tornando a Guarischi è uomo di Formigoni e che quindi non piace al leghista Lovisari che allora rimprovera Rizzi.
Solo alcuni stralci dei verbali, ma dai quali risulta la pericolosa commistione tra Frigerio, manager come Lovisari e la politica. Saranno i giudici a stabilire l'attendibilità di Frigerio, ma a dimostrare come la Lega puntasse su un uomo come Lovisari, oggi coinvolto nell'indagine, c'è lo scorso 15 novembre la presenza del potente assessore all'Economia Massimo Garavaglia alla premiazione di Lovisari quando l'Azienda Ospedaliera di Lecco conquistò il secondo posto al Premio Oscar di bilancio della pubblica amministrazione 2013. Tanto che si dice sia stato proprio Maroni a insistere molto perché lo stesso Lovisari fosse premiato con un trasferimento nella più prestigiosa sede di Monza.