«Così difenderemo la sanità privata»

La coordinatrice di Forza Italia: «All'assessore Mantovani il compito di trovare una sintesi»

L'assessorato al Welfare rispuntato come un fungo nel libro bianco della Sanità e le polemiche sugli accorpamenti e il rapporto tra pubblico e privato continuano a tenere banco in Regione. Ncd ha già espresso qualche perplessità. «La proposta non ci convince. Tuteliamo la vera libertà di scelta» la dichiarazione del capogruppo, Luca Del Gobbo. Forte è poi il dubbio che dentro Forza Italia convivano due posizioni: quella del vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, e quella della coordinatrice regionale, Mariastella Gelmini.

Onorevole Gelmini, ci sono divergenze di vedute tra lei e Mantovani? Condivide i timori che i privati vengano messi ai margini?

«Non vorrei entrare in problematiche personali. Certamente un partito liberale come Forza Italia non ha dubbi sul fatto che vada difesa la libertà di scelta. In questo senso il metodo Maroni, volto al massimo partecipazione e apertura, è certamente corretto. Sulla salute dei cittadini non si scherza».

Maroni dice che la riforma della Sanità sarà pronta entro Natale. Lei che risponde?

«Vediamo un attimino. Non entro nel merito dei tempi perché non mi riguardano. All'assessore alla partita, Mario Mantovani, compete trovare la sintesi tra le diverse proposte e i diversi commenti al Libro bianco. In questo modo si arriverà a valorizzare ulteriormente un sistema e un modello già buoni. Ci sarà una valorizzazione delle eccellenze lombarde in un giusto mix tra pubblico e privato».

Lei non sembra molto preoccupata dalla fuga in avanti della bozza Rizzi sul tema della sanità. Concorda su tutto?

«Qualsiasi proposta dovrà tutelare il principio della libertà di scelta dei cittadini. Noi non abbiamo interessi da difendere, abbiamo a cuore la qualità della sanità in Lombardia, che passa da una vera libertà di scelta e dalla concorrenza tra il pubblico e il privato. Ma sono sicura che Maroni convenga con noi su questo punto».

Quali sono le principali eccellenze lombarde da valorizzare?

«Il San Raffaele, l'Humanitas, lo Ieo, sono un servizio per migliaia e miglia di italiani. Sono da tutelare e vedranno riconosciuti la loro eccellenza. Come la Mangiagalli, il Niguarda, il Policlinico e tante altre strutture pubbliche, vanto per tutto il Paese, altrettanto fondamentali. Ma Forza Italia non è disponibile a sacrificare la libertà di scelta dei cittadini e il contributo dei privati. Tocca a Mantovani garantire la libertà di scelta. So che la posizione di Maroni non è diversa dalla nostra. Non sarà difficile trovare una soluzione».

Si parla nuovamente di un assessorato al Welfare che accorpi Salute e Politiche sociali. Lei sarebbe d'accordo?

«Con Maroni non ne abbiamo mai parlato. È una proposta del presidente della Regione, che Rizzi ha riportato nella bozza in discussione in consiglio, ma non è all'ordine del giorno. Non è una posizione sul tavolo. È una delle tante proposte. Ma la riforma bada ad altro. Le questioni più importanti riguardano la salute dei cittadini e la loro possibilità di scegliere dove e da chi essere curati».