Così i clochard raccontano Milano: mense, targhe e il palo dell'Ortica

Un guida scritta in prima persona: il ricavato per aiutarli

Sono in aeroporto ma non partono. Sono in ospedale ma non devono essere visitati. Sono nei bancomat ma non devono prelevare. Sono i clochard alla ricerca di un posto al caldo raccontati dal mensile di strada Scarp de' tenis nel numero di dicembre. E se finora il giornalismo dei senzatetto si limitava alla rivista distribuita tra vie e chiese, adesso i senza dimora del centro diurno «La Piazzetta» sono andati oltre e hanno confezionato un libro che è una guida di Milano vista da una prospettiva eccentrica, distesi a terra o in giro tra i portici in ore in cui la gran parte dei milanesi è a letto o tra le mura di casa.

Nove itinerari raccontati in un volume giallo dal titolo I gatti di Milano non toccano terra, perché loro si sentono un po' così, come gatti. Non una Lonely Planet e neppure una Touring, ma una guida a storie e luoghi che non tutti conoscono o ricordano, inframmezzate da mense notturne, barberie di strada per soli clochard, sconosciute ragazze che davanti a una chiesa tutte le settimane insegnano l'italiano alle donne dell'Est appena arrivate in Italia per fare le badanti.

Il mito è Enzo Jannacci e del cantautore e cabarettista amato da tanti milanesi ci sono luoghi e canzoni storiche. «Il palo della banda dell'Ortica» illustra uno dei quartieri vecchi della città con osterie, luoghi segreti e quel delinquentello sui generis che continua a fare la guardia mentre tutti i suoi complici sono stati arrestati. Oppure Vengo anch'io, no tu no, scritta quando a Milano c'era lo zoo comunale ed era uno dei poli d'attrazione più grandi, non solo per i bambini. E poi Mami, che racconta san Vittore e la sua area ricca e piena di arte e vita.

C'è anche un elenco di targhe sconosciute ai più e qualche lamentela, come quella di Aldo Scaiano, 65 anni, che un tempo lavorava in Ibm e ora da esodato ospitato in un alloggio della Caritas ha coordinato il lavoro della guida: «Al posto del bar di Gino al Giambellino, quello della canzone di Gaber, c'è una macelleria multietnica gestita da cinesi e neanche una piccola targa a ricordare quel bar». Affiorano tra le righe altri ricordi, come quando si faceva il bagno a Porto di Mare, che ora è rimasta una fermata del metrò.

Ma non di sola musica e nostalgia vive questa guida insolita, edita dalla cooperativa Oltre, che si può comprare per strada, o alla Caritas, o al centro diurno Piazzetta di via Famagosta 2 dove è stata scritta, oppure in via Olivetani 3 alla sede di Scarp de' tenis, che dall'anno prossimo la metterà on line anche sul suo sito. Il ricavato servirà a pagare i senzattetto che l'hanno scritta e anche a finanziare il Centro diurno. Insomma, può essere un regalo di Natale un po' particolare, che vola tra le suore di madre Teresa, la «mensa» di piazza Affari e i segreti del Duomo.

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