Così l'alta tecnologia protegge i capolavori

Dalla pedana antisismica della Pietà Rondanini alle vetrine sensibili per gli strumenti

Non c'è solo la pedana anti sismica e anti vibrazione (per le linee della metro sottostanti) che dal 2015 sorregge la Pietà Rondanini di Michelangelo nel nuovo allestimento voluto dall'architetto Michele De Lucchi. E che ha recentemente ricevuto il premio internazionale Global Best Project assegnato dalla rivista Engineering News-Record. Sono molte le soluzioni hi-tech realizzate dall'azienda milanese Goppion per proteggere i capolavori.

Il primo progetto risale al 1958, al Civico museo di antichi strumenti musicali. Per gli esemplari, anche del 1500, sono state realizzate speciali vetrine, quasi mai addossate alla parete. I gusci di cristallo incurvati, su strutture in acciaio e ottone, sono vere custodie modellate sulla forma degli strumenti. Nel 2013 l'evoluzione pensata per il Museo del violino di Cremona. Con vetrine ad alto contenuto tecnologico, che controllano e regolano umidità e correnti d'aria.

Gli strumenti sono sospesi, sfiorati da un sofisticato sistema di illuminazione. L'azienda nel 2013 ha collaborato anche con Ermanno Olmi per il riallestimento temporaneo del Cristo morto di Mantegna a Brera. Era fatto di vetrine invisibili ma elaborate, anti riflesso e a controllo climatico, e da un dissuasore che indirizzava i visitatori alla visione frontale. Poi Il Quarto Stato di Pellizza da Volpedo al Museo del Novecento.

Nel 2010 la sfida è stata trasportare il vetro di protezione (5,50 per 2,80 metri, peso 5,5 quintali) dalla sede Goppion. È stato introdotto nell'edificio da una gru con sistema di sollevamento a ventosa che l'ha portato a 11 metri e collocato davanti alla tela su un binario a scorrimento. La prossima frontiera è la «vetrina intelligente», presentata alla Conferenza generale dei musei (Icom). Proteggerà l'opera e interagirà col visitatore inviando informazioni sui suoi dispositivi mobili.

CBas