«Così dal nulla ho creato la Bibbia dell'arte d'oggi»

L'editore di Mousse racconta la start up del suo magazine internazionale. «Iniziai con pochi euro»

Simone Finotti

Non si trova in edicola, e alla maggior parte della gente il nome potrebbe al massimo evocare il soffice dolce francese. Eppure nel mondo dell'arte contemporanea è una vera e propria Bibbia, raffinata e ricercata come la coccola gastronomica di Menon. Pensato per palati fini e artisticamente educati, Mousse Magazine è un bimestrale distribuito gratis in Italia e a pagamento -con contenuti supplementari- all'estero. Tanto per capirci, 40mila copie a numero e contributors nelle principali capitali mondiali dell'arte. Al timone c'è il 41enne Edoardo Bonaspetti, che proprio in questi mesi sta festeggiando i primi 10 anni della sua creatura. E giusto oggi, in Triennale, inaugura la mostra «Marc Camille Chaimowicz - Maybe Metafisica», di cui è direttore artistico (fino all'8 gennaio 2017). Una storia, la sua, di una start-up di successo. «All'inizio - ricorda- è stata una scommessa folle. Siamo partiti con 10mila euro di capitale sociale e senza nessun gruppo editoriale alle spalle. Abbiamo lanciato i primi due numeri con mezzi molto poveri, ma il feedback è stato immediato». E lo stile Mousse ha pagato. «Poi ci sono le relazioni personali che si costruiscono negli anni», spiega Bonaspetti, un passato di studi a Bologna («Scienze della comunicazione ai tempi di Eco», ricorda con nostalgia) ma anche di grafica e lingue e culture orientali in Cina. E un presente anche come curatore di Triennale Arte. Oggi la rivista ha tra le sue firme direttori di musei e curatori di importantissime gallerie di arte contemporanea: Tate Gallery, Serpentine Galleries, Kunsthalle Basel, Museo di arte contemporanea di Chicago, Walker Art Center di Minneapolis, Cca di Singapore, Museo Serralves di Porto, Museo dell'Arte di San Paolo. Nomi del calibro di Jens Hoffmann, Philippe Pirotte, Catherine Wood, Vincenzo de Bellis, Lauren Cornell, Andrea Lissoni, Adriano Pedrosa, Elena Filipovic, Hans Ulrich Obrist, Jessica Morgan, Chus Martínez, Ute Meta Bauer, Omar Kholeif, Chris Dercon, Cecilia Alemani, Joao Ribas. Nel frattempo è nata anche una casa editrice, che pubblica 4 o 5 titoli di arte al mese, e i cui titoli si acquistano in bookstore importanti come Mondadori, Hoepli, Armani libri. La rivista, invece, si trova nelle più importanti gallerie della città e nelle librerie specializzate come in Triennale e 10 Corso Como. «In campo artistico Milano sta vivendo una sua primavera -dice Bonaspetti-. Ci sono molte nuove gallerie e diversi artisti già affermati stanno aprendo anche a Milano. Anche le Fondazioni svolgono un ruolo trainante, creando un campo gravitazionale». Crescendo, l'universo Mousse si è dovuto strutturare: oggi sono in una ventina a lavorarci, e si è appena concluso il trasloco dalla vecchia sede di via De Amicis al nuovo quartier generale di corso di Porta Romana, a due passi dal Carcano. A margine è nata anche un'agenzia creativa che segue progetti artistici e di comunicazione e, manco a dirlo, ha già una clientela di tutto rispetto, dal Miart a Independent.