«Così la Triennale si aprirà ai cittadini»

Il presidente De Albertis lancia il progetto di una community di sostenitori: «Chiediamo contributi e idee anche dai giovani»

Mimmo di Marzio«la Triennale deve diventare una piattaforma aperta ai contributi e alle idee di tutti i cittadini, come accade per le più moderne fondazioni culturali del mondo». Parola del presidente Claudio De Albertis che ha appena ufficializzato il progetto «Amici della Triennale», ovvero la creazione di una community di sostenitori e mecenati che potranno partecipare all'istituzione milanese. Non è forse un caso se il progetto - che si rivolge a cittadini, aziende e banche - parta proprio quest'anno, a poche settimane dalla 21esima Esposizione internazionale che riporterà la Triennale sotto riflettori del mondo. E non è neppure un caso che sia presentato sulla nuovissima terrazza-ristorante con vista sul parco, realizzata anche e soprattutto grazie ai «bond» che hanno permesso di raccogliere quasi due terzi del budget. «Cerchiamo di essere contemporanei non solo nei contenuti - dice De Albertis - ed è grazie a questa politica se oggi abbiamo raggiunto un bilancio di 14 milioni di euro di cui solo il 20 per cento è frutto di contributi pubblici». Ma il progetto Amici della Triennale, presieduto da Elena Tettamanti, non ha solo lo scopo di raccogliere fondi. «Il mio obbiettivo è allargare il consenso ai normali cittadini per individuare politiche culturali condivise - dice De Albertis - Quando nei musei internazionali vedo stampati i nomi dei benefattori mi dico sempre: perchè noi no?». Gli «amici» saranno divisi in tre categorie: i sostenitori, con quote annue minime da mille euro, i benefattori (4.000) e i mecenati (oltre 10mila). In cambio avranno diversi benefit, come la possibilità di accedere a collezioni private o agli studi degli artisti, ma anche di partecipare a tutte le preview della mostre. A cominciare da «Design After Design» in programma dal 2 aprile. «Ma Triennale sarà aperta alla community anche per un contributo di idee sul programma scientifico e in questo senso la presenza dei giovani, soprattutto gli studenti, potrà rivelarsi preziosa». I sostenitori, infine, godrebbero del decreto «Art bonus» che permette la deducibilità fiscale del 65% delle donazioni fatte a scopo culturale. De Albertis ha poi annunciato una serie di novità in vista dell'Esposizione Universale di Triennale. Il nuovo bando per il bookshop, fino a oggi affidato a Skira, prevede un totale restyling introducendo per la prima volta il merchandising, ovvero la vendita di oggetti di design d'autore. «Triennale non può più limitarsi ad avere un bel bookshop - dice De Albertis - ma dovrà dotarsi di una libreria unica dove poter reperire testi e volumi unici nel design e nell'architettura». La collezione si arricchirà di nuove raccolte, mentre un nuovo gestore rivoluzionerà il ristorante al piano terra e all'esterno. C'è un po' di fibrillazione invece per la grande mostra curata da Pierluigi Niccolin che, in un'area di 17mila metri quadri, aprirà a Rho l'Esposizione Universale. «Saranno sei mostre in una all'interno di due padiglioni (l'ex Future Food District di Coop e l'ex Auditorium), con un orto planetario di oltre 4mila mq. È tutto pronto ma siamo in attesa della firma del contratto con la Regione che ancora non c'è».