Così Vidas assiste 1.600 pazienti l'anno

Il segretario generale Trojsi: «Il contributo non è generica beneficenza, ma servizio immediato»

Una sfida quotidiana, senza soste, per un servizio fondamentale. Continuità, competenza e responsabilità per offrire assistenza socio-sanitaria, completa e gratuita, ai malati terminali, sia a domicilio sia nell'hospice «Casa Vidas».

Dal 2006, infatti, Vidas garantisce gratuitamente un ricovero protetto al 10-12% di assistiti che vivono in condizioni socio-ambientali precarie, se non drammatiche, in degenza o in regime di day hospice.

Équipe di medici, infermieri,assistenti sociali, psicologi e fisioterapisti, tutti esperti in terapia del dolore e cure palliative - retribuiti da Vidas - sono affiancati da 140 generosi volontari, selezionati e formati. Il volontariato è esperienza fondamentale dell'attività di Vidas sia nell'assistenza ai malati e alle loro famiglie, sia nel supporto alle iniziative culturali e promozionali. Associazione apartitica e aconfessionale, Vidas opera a Milano, Monza e in altri 103 Comuni delle due province dal 1982, aiutando oltre 30mila pazienti, con una media di 1.600 l'anno: la più ampia capacità assistenziale in Europa. L'Associazione vive anche grazie alla generosità di tanti privati. Chiede inoltre un aiuto concreto e solidale attraverso il 5x1000 che ai cittadini non costa nulla: basta una firma e la segnalazione del suo codice fiscale (97019350152) nella dichiarazione dei redditi, ma per Vidas è strumento importante di sostegno alle attività. 

Doce il segretario generale, Giorgio Trojsi: «La nostra valutazione sul 5 per mille è naturalmente molto positiva, perché dà ai cittadini possibilità di scelta su come destinare in campo sociale una parte delle loro imposte. Se vogliamo, è una rara forma di democrazia dalla base: non è lo Stato che decide, ma i cittadini, con un piccolo atto formale. Il contributo non va inteso come generica beneficenza, ma come trasformazione, da parte degli organismi che lo ricevono, in servizi immediati ai cittadini, oppure in ricerca scientifica, in assistenza ospedaliera, e così via».