La «Cosa tricolore» riparte da Milano

La Cosa tricolore debutta in piazza Città di Lombardia, sotto le vetrate del grattacielo della Regione. Obiettivo: riunire la parte del centrodestra che non si riconosce nel Pdl ed è in libera uscita dalla Lega. Due giornate di dibattiti che avranno tra gli ospiti che non ti aspetti Giulio Tremonti. Inatteso perché filoleghista di lunga tradizione. E anche perché l'ex ministro dell'Economia si lascerà intervistare sotto il Palazzo di cui ha detto peste e corna, accusando la Regione di sprechi e di megalomania il suo allora governatore, Roberto Formigoni.
Le Giornate Tricolore di Fratelli d'Italia, in programma oggi pomeriggio e domani, hanno al centro temi nazionali come il presidenzialismo. Ma anche conversazioni su temi local, come le alleanze in Lombardia: ne parleranno tra gli altri Paola Frassinetti, Viviana Beccalossi, Roberto Alboni. E l'opposizione alla giunta comunale di Giuliano Pisapia. «A Milano è cambiato il vento ed è sceso il nebbione» dice Marco Osnato in duetto con Riccardo De Corato alla conferenza stampa di presentazione. «A partire dalla goliardata del gelato, faremo uno screening dei fallimenti di Pisapia a Milano, una città che soffre dal punto di vista sociale» annunciano i due (il dibattito è previsto domani mattina alle dieci).
Un po' vecchia festa di partito, solo che a cucinare non saranno i militanti ma i ristoratori della piazza. Sono previste cene a prezzo nazional-popolare: dalle otto un menu completo a dieci euro. Domani a pranzo ancora dieci euro. E poi, per gli amanti del genere, stasera alle nove una cena di gala (cinquanta euro, prenotazione obbligatoria).
Piatto forte della cena: il presidenzialismo, che sarà al centro della discussione. Sono stati invitati il ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello («non ci aspettiamo che sia favorevole, ma vogliamo capire che pensa il governo» dice Ignazio La Russa). È stata richiesta la presenza del presidente della Regione, Roberto Maroni (che però non ha l'impegno in agenda e in ogni caso oggi sarà a Cremona). E poi il presidente della Provincia, Guido Podestà, il vicepresidente della Regione, Mario Mantovani, insieme con tutti i parlamentari del centrodestra.
Due le mostre inaugurate domani. La prima è dedicata alle Missioni di pace e alle Foibe. «Non abbiamo perso vent'anni dalla svolta di Fiuggi. È grazie a noi se certi simboli sono oggi patrimonio comune: la patria non è più solo di destra e il ruolo positivo delle forze armate adesso è riconosciuto da tutti. E sono in molti i cittadini che trovano ridicola la polemica per togliere la cittadinanza onoraria a Mussolini...» dice La Russa. La seconda mostra si intitola «Basta!» ed è sul femminicidio.
A chiudere le Giornate Tricolore, domani sera, un concerto per i Marò, a cui parteciperà la Fanfara dei Bersaglieri. A seguire un dibattito a cui parteciperanno anche Fausto Biloslavo e Riccardo Pelliccetti, firme ben note ai lettori del Giornale.