Cristina Tajani, non-modella per un giorno

Il messaggio dell'assessore: «Le donne si liberino dagli stereotipi»

Pamela Dall'OrtoGiacca nera smanicata, pantalone nero ampio (con maxi risvolto), camicia in seta bianca (bordata di nero), tacco 10, rossetto rosso e mascara (nero). L'assessore al Design e alla Moda Cristina Tajani ieri è salita per la prima volta su una delle passerelle di Milano Moda Donna, quella di Chicca Lualdi. «Emozionata? Un po', lo ammetto, ma l'ho presa come un gioco», dice sorridendo prima di aprire la sfilata, come si addice «gli ospiti speciali (o alle star). Un look da lavoro (ma molto fashion) quello scelto dalla stilista milanese per l'assessore che questa volta ha deciso di partecipare a un defilè da protagonista e non da spettatrice, «perché la moda ha un grande potere simbolico, ha la possibilità di far passare messaggi forti. Il messaggio che noi abbiamo voluto condividere oggi è quello dell'abbattimento di alcuni stereotipi sulla bellezza femminile, che vogliono tutte le donne conformi ad un unico standard». Le donne? «Devono poter esprimere in libertà la propria femminilità a prescindere dall'età, dalla taglia, dall'altezza». Unica nota di colore nel look di Cristina Tajani, una piccola spilla arcobaleno, «per dire che i diritti delle donne vanno di pari passo con i diritti di tutti: spero non ci si fermi e ci si batta anche per le donne». Ecco allora che in passerella dietro di lei sfilano altre donne «normali». Normali si fa per dire perché rappresentano il mondo del design e sono tutte colte, raffinate, interessanti, pur non avendo l'età né la taglia delle modelle. Cristina Morozzi, Gisella Borioli, Orietta Pellizzari, Silvia Gorlini, Maria Fratelli, Jo Fabbri, Mia: tutte (non) modelle per un giorno a interpretare alcuni capi di questa collezione molto portabile e ultra chic, e creata su contaminazioni di geometrie e motivi grafici e ispirata all'architetto Gio Ponti. «Una bella scommessa che abbiamo condiviso con altre signore del design milanese», prosegue la Tajani. «Moda e design sono i due settori di competitività della città di Milano. Quindi questo è anche un messaggio d'amore per la città». E, dopo la passerella a Palazzo Serbelloni, l'assessore è passata da Galleria Vittorio Emanuele, dove White e lo stilista giapponese Yohanix hanno fatto sfilare le modelle fra la gente in un'atmosfera da Fuorisalone.