Cucine troppo piccole e poca igiene nei bagni: l'Asl entra nei ristoranti

Gli ispettori sanitari nei padiglioni Controlli sulla conservazione e sulla tracciabilità degli alimenti

Gli avanzi dei piatti etnici a base di coccodrillo o cavallette andranno smaltiti come rifiuti speciali e non potranno finire nel sacco dell'organico. Questo uno degli imperativi imposti dall'Asl di Milano ai ristoratori etnici di Expo, ancor prima che apra il ristorante vietnamita, il più avvezzo a piatti arditi.

E solo a questa condizione i veterinari sbloccheranno i sigilli sugli alimenti di origine animale in deroga che, altrimenti, non potrebbero nemmeno varcare il confine italiano. Padiglioni avvisati. Gli ispettori hanno cominciato i controlli all'interno del sito espositivo, con un occhio di riguardo ai punti di ristoro degli Stati più lontani. Per la serie: paese che vai, igiene che trovi. La politica è: per ora niente multe, solo ispezioni preventive per correggere il tiro su ciò che non va. In una seconda fase arriveranno anche le sanzioni.

Tra le magagne riscontrare, ci sono piccoli problemi all'interno dei bagni. In alcuni manca il sapone e i dispositivi automatici dei lavandini e dei sanitari non sempre funzionano. Poca cosa. Il problema principale riscontrato dall'Asl riguarda gli spazi: «Troppo sacrificati». Solo con un'organizzazione precisa e impeccabile non creeranno guai. «All'interno del sito - spiega Simonetta Fracchia, direttore del servizio Igiene alimento - i ristoranti non possono occupare più del 20-30% della superficie. Quindi le cucine sono molto molto piccole e difficili da gestire correttamente. Anche lo spazio dedicato ai rifiuti è molto sacrificato. Abbiamo trovato pacchi di bibite accatastati nei vani tecnici e non va bene, sono abitudini da correggere subito». Tanti ristoranti, per ovviare al problema degli spazi, si sono affidati a cucine esterne a Expo, disseminate tra Lambrate, Pero, Milano, Seveso e Rho. «A breve - spiega Fracchia - cominceremo le ispezioni anche li per verificare se quelle cucine possono sopportare del lavoro in più o non hanno la potenzialità produttiva adatta». Non solo. Si analizzerà anche il modo in cui i ristoratori «ravvivano» il cibo all'intero di Expo.

I tecnici Asl lavorano in due turni da quattro persone l'uno e collaborano con i dipendenti di Expo incaricati di sorvegliare pulizia e igiene. La prima settimana è quella in cui si è deciso di essere tolleranti, lasciando a tutti il tempo per organizzarsi. Solo mercoledì negli uffici Asl hanno cominciato ad arrivare i documenti con cui ogni ristorante comunica l'inizio della propria attività. Per ora le autocertificazione sono soltanto una cinquantina su 140 ristoranti e punti distributivi.

I controlli saranno concentrati sulla conservazione degli alimenti, poiché molti arrivano da Paesi lontani. E andranno a fondo delle dichiarazioni di parecchi ristoratori che si vantano di far arrivare le materie prime dal loro paese d'origine. Bisogna vedere come. Sarà ricostruita anche la tracciabilità dei cibi per verificare se si tratta di prodotti autentici o se invece sulle etichette si millantano informazioni fasulle.

Gli ispettori dell'Asl che lavorano dentro Expo in due turoni da quattro persone

Le autocertificazioni prodotte dai ristoranti presenti nell'area espositiva, su un totale di 140 punti distributivi

La superficie del sito di Rho-Pero occupata dai ristoranti: gli spazi dedicati alle cucine e alla raccolta dei rifiuti sono limitati