Cuggiono fa la storia d'America. Nel baseball

Cuggiono, è qui l'America. In questo paese del Magentino, nemmeno diecimila anime, ma una storia importante alle spalle, persino un papa del Medio Evo, Urbano III, tra i suoi figli famosi, fino ad arrivare ad Angelo Branduardi nei giorni nostri. Ma adesso Cuggiono scopre di aver regalato figli famosi anche all'America e al baseball americano in particolare. Per una strana serie di coincidenze, infatti, proprio da questo piccolo centro della pianura che porta da Milano verso il Ticino sono arrivati negli Stati Uniti i genitori di ben quattro giocatori che avrebbero fatto carriera nella Major league: Joe Garagiola, Frank Crespi, Jim Pisoni e soprattutto Lawrence Berra, detto Yogi, un brillante signore che ha appena compiuto 90 anni e che è stato per anni il ricevitore, ma soprattutto una vera icona dei New York Yankees tra il 1946 e il '63, compagno di squadra dell'italo-americano più famoso del baseball, ovvero Joe Di Maggio.

Lawrence Berra è nato nel 1925 a St.Louis dove suo padre Pietro e sua mamma Paolina erano arrivati nel 1909 proprio da Cuggiono. E da Elizabeth Street, diventata punto di aggregazione di molti emigranti lombardi, partì proprio la storia di Yogi e degli altri tre figli di cuggionesi. Quella di Berra poi arrivò molto lontano, perchè se Garagiola fu un buon catcher di St.Louis, Pittsburgh e Chicago, e successivamente un famosissimo commentatore televisivo, Yogi è arrivato addirittura alla Hall of Fame del baseball americano dopo aver anche allenato le due squadre di New York, Yankees e Mets, portando entrambe alle World series.

Ma la popolarità di Berra fu tale che il suo soprannone, Yogi, dovuto alla strana posizione yoga che assumeva spesso, ha addirittura ispirato Hanna e Barbera quando hanno dovuto scegliere un nome per il loro famosissimo orso dei cartoni animati. Yogi Berra, invece, passò alla storia del baseball anche per le sue famose massime, a partire da quel «non è mai finita finchè non è finita» che si ripetono in tutte le partite le squadre che sono in svantaggio.

Ma torniamo a Cuggiono che non ha squadre di baseball ma ha deciso di dedicare a questo sport una mostra in onore dei suoi americani che durerà da oggi fino al 18 luglio, ospitata a Villa Annoni: «La cultura del baseball», curata da Roberto Buganè, appassionato responsabile della collezione storica della federazione, che ha raccolto ed esposto foto e cimeli della storia del baseball in Italia dalla prima esibizione di marinai americani a Livorno nel 1884 alla prima partita ufficiale del baseball italiano, organizzata dal leggendario Max Ott al Giuriati nel giugno del '48 in cui si affrontarono il Milano - la squadra più antica di questo sport in Italia - e i cugini degli Yankees Inter, fino ad arrivare all'esordio della Nazionale italiana contro la Spagna a Roma nel '52. Tra i tanti cimeli anche un guanto e due palline portate in Italia da uno studente dell'Accademia di Educazione Fisica della Farnesina nel 1931. Quando Yogi Berra non aveva ancora cominciato a giocare. E Cuggiono non sapeva ancora di entrare nella storia dello sport americano per eccellenza.