La «Cupola» a caccia di affari 2.770 telefonate per la sanità

Ci sono gli affari conclusi, e quelli solamente tentati. Ad ogni modo, la Lombardia appare una terra di conquista per la cupola degli appalti. Centinaia di milioni in commesse pubbliche. Milano, ovviamente, è il centro del malaffare. Ma i soldi piovono anche altrove: Melegnano, Pavia, Lecco, Monza. E ovunque arriva la cricca. Tra gli appalti inclusi nei capi di imputazione - e che quindi sarebbero stati realmente truccati - figurano quelli per l'azienda ospedaliera di Melegnano (14,6 milioni di euro), per il San Carlo Borromeo di Milano (19 milioni) e per l'azienda ospedaliera Provincia di Lecco (34 milioni). Il capitolo, però, include anche i 323 milioni del maxi-appalto per la «Città della Salute» di Sesto San Giovanni. In oltre due anni intercettate 2770 telefonate verso i responsabili della sanità lombarda. Ma secondo i pm sarebbero irregolari anche diverse gare per Expo: le cosiddette «Architetture di servizio» (67 milioni), il progetto delle «Vie d'acqua», il servizio sosta (28 milioni), e quello di «mobility partner» (18 milioni). E poi le tante gare su cui gli indagati provano a mettere le mani.