«Cure fatte pagare per errore allo Stato? Tocca al paziente farle cancellare»

Cristina Bassi«Stupefacente»: negli atti dell'inchiesta «Smile» il pm di Monza Manuela Massenz commenta la spudoratezza di Maria Paola Canegrati nel «fare fessi» funzionari pubblici e pazienti. L'episodio denunciato da G.F. e riportato nel fascicolo è solo uno degli esempi di un sistema che per oltre dieci anni ha permesso a «Lady dentiere» di tirare le fila dei servizi odontoiatrici nei centri lombardi. Il paziente segnala alla Guardia di finanza di Sesto San Giovanni di aver ricevuto presso l'Icp cittadino prestazioni a carico del Servizio sanitario fornite dalla Servicedent della Canegrati. Ma sulla fattura sono indicate cure non ricevute: l'applicazione e la rimozione di punti di sutura. G.F. si muove «solerte e consapevole» e lo fa notare a un'impiegata, in modo del tutto disinteressato. Non è stato lui a pagare infatti, bensì il Ssn. Nonostante la segnalazione le prestazioni mai erogate ma fatturate non vengono stornate e quindi la Servicedent ne chiede il pagamento all'Ao, che obbedisce. Nessuno all'Icp si preoccupa di recuperare il denaro pubblico entrato nelle tasche dell'imprenditrice. Anzi, la Canegrati a diretta domanda risponde che era onere del paziente attivarsi per lo storno. «Ci risulta - scrive in una comunicazione - che il paziente non si è mai recato allo sportello Cup e pertanto le prestazioni erroneamente fatturate non sono mai state annullate». Chiosa appunto il pm: «Stupefacente». C'è un altro caso significativo portato a esempio degli inquirenti. Quello di un paziente con una patologia che gli avrebbe permesso di ricevere cure a carico del Ssn senza neppure pagare il ticket perché titolare di esenzione, che invece è stato curato dal 2008 al 2013 in regime di solvenza.Intanto si profila un intervento della Corte dei conti nella vicenda che ha portato in carcere o ai domiciliari oltre alla Canegrati, il consigliere regionale della Lega (sospeso) Fabio Rizzi, il suo braccio destro Mario Longo e altre 13 persone. Il fascicolo sarà presto trasmesso ai magistrati contabili della Lombardia, che potrebbero aprire un'inchiesta sulla gestione degli ambulatori odontoiatrici di molti ospedali della regione. I pm della Corte dei conti valuteranno gli eventuali danni erariali dal presunto sistema corruttivo guidato dalla Canegrati. Il giro d'affari dell'imprenditrice sarebbe arrivato a 400 milioni di euro. Sia la donna sia Rizzi saranno interrogati dal pm Massenz nei primi giorni della prossima settimana. La richiesta, accolta dal magistrato, è arrivata dai legali dei due indagati che si trovano in carcere. Mentre un altro stretto collaboratore del consigliere, Donato Castiglioni, si è difeso davanti al gip dall'accusa di corruzione. «Non ho mai preso denaro e non avevo il potere per pilotare bandi», ha dichiarato.