Dai grandi cantautori ai «Dear Jack» Il Pd cambia musica (e addio sinistra)

Il nuovo corso, giovanile e renziano, si vede anche nei concerti

Cristina Bassi

Altro che duello con i partigiani sul referendum costituzionale. Le due anime del Pd alla Festa dell'Unità si vedono sul palco dei concerti. Anche qui l'onda moderna e renziana sembra aver preso il sopravvento sullo spirito tradizionale, un po' vintage ma sempre rassicurante.

Là dove si esibivano i gruppi engagé e i cantautori «allineati», oggi sbarcano i Dear Jack, band giovanissima uscita dagli Amici di Maria De Filippi. E attrazione di punta della serata del 2 settembre. Vale a dire che, al di là dei gusti di ognuno, a sinistra (anche) la musica è cambiata. I nostalgici ricordano i tempi in cui la Festa dell'Unità attirava un pubblico bipartisan non solo per le piadine e le salamelle ma anche per i concerti che erano una garanzia. Schierati, certo. Ma in ogni caso di qualità. Gli anni Novanta sono stati quelli degli artisti «fedeli alla linea», spesso originari di regioni «rosse». Modena City Ramblers, Csi, Afterhours, Subsonica, Negrita, Marlene Kuntz, Africa Unite. Per gli amanti del genere anche esponenti del cosiddetto «combat rock», rock di lotta nato nei centri sociali, come i marchigiani Gang.

Irriducibili e impegnati politicamente, venivano da un retroterra culturale preciso. Con la maglietta del «Che» cantavano testi colti e molto poco easy. Il nuovo corso è più pop e più giovane. Voluto di certo per attirare i ragazzi a un ritrovo che può sapere di stantio. E anche i versi ripresi in coro dal pubblico che adora tutti i «figli» di Maria sono più divertenti. Vuoi mettere «Passeremo questa notte senza dirci quasi niente/che il silenzio certe volte è solo voglia di carezze/dimmi che andrà tutto bene/e ti ritroverò per sempre tra le frasi senza tempo/dietro un angolo del cuore, cicatrice di un inverno/che ora sembra non finire mai» con «Sotto controllo/l'informazione/parola d'ordine/omologazione/qui l'aria è pesante/sa di proibizionismo/la protesta è scoppiata/lega e qualunquismo»? È come se Matteo Renzi invece di andare in tv da Maria De Filippi con il giubbino in pelle a parlare di «persone che vanno avanti con la forza del proprio sudore», del «coraggio di insistere e di crederci» e a promettere che «coltivando un sogno si può raggiungere un obiettivo» si fosse messo a volantinare per la proiezione in piazza della Corazzata Potëmkin. A tenere alta la bandiera della vecchia guardia ieri sera alla Festa c'erano i Musici di Francesco Guccini. Cioè, gli artisti che hanno sempre accompagnato il cantautore di Pàvana e che ora sono orfani perché lui si è ritirato dalle scene. Sarà interessante scoprire chi tra loro e i Dear Jack avranno attirato più spettatori.